Sars e Hiv trasmesse da cani e gatti all'uomo: l'allarme dei veterinari

08 maggio 2017 ore 15:41, Micaela Del Monte
Chi ama gli animali lo sa, spesso non c'è nulla di più bello e confortante di avere i propri amici pelosi nel letto. Spesso però non ci rendiamo conto di quanto possa essere deleterio per la nostra salute, soprattutto se i nostri piccoli sono abituati a stare in giardino o semplicemente passeggiano per strada. Ed è proprio di questo che ha parlato Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici Veterinari italiani, nel suo intervento al simposio ‘Prevenzione a 360°’, evento organizzato da Msd Animal Health, sugli aspetti più problematici delle malattie trasmesse all’uomo dagli animali, svoltosi ieri mattina a Milano al Meliá Hotel. “Negli ultimi trent’anni, i cani e i gatti di famiglia hanno fatto un salto di habitat: dal giardino, al divano al letto. Con la separazione degli spazi che è venuta meno, la prossimità fisica ci impone di alzare l’asticella della prevenzione e del controllo sanitario. Per questo è importante coltivare una responsabilità di tipo collettivo, affinché i parassiti dei nostri animali siano tenuti sotto controllo” ha detto l'esperto.

Sars e Hiv trasmesse da cani e gatti all'uomo: l'allarme dei veterinari
TRASMISSIONE ANIMALI-UOMO -
Al tavolo dei lavori, importanti relatori e ricercatori internazionali, come la direttrice del Centro di referenza nazionale per la ricerca scientifica sulle malattie dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie, Gioia Capelli. “Ormai – ha spiegato Capelli – appare evidente l’esigenza di un approccio multidisciplinare, che comprenda figure veterinarie, mediche e epidemiologiche. Ovvero il concetto di ‘One Health-una sola medicina’ che si è consolidato dopo l’acquisizione della consapevolezza che la maggior parte delle malattie dell’ultimo secolo, come ad esempio l’Hiv e la Sars, sono trasmesse all’uomo da animali”.

INFEZIONI - Infezioni come la febbre bottonosa del Mediterraneo, trasmessa dalla puntura di zecca, in Italia “sono passate dalle 1.200 l’anno del periodo ’92/’98 alle 10.069 l’anno del 2010 – ha spiegato Antonio Cascio, medico e direttore Uoc Malattie Infettive del policlinico di Palermo-. Specialmente nell’anziano, la malattia si manifesta con un quadro clinico di seria compromissione con profonda astenia, intensa cefalea, febbre elevata, artromialgie importanti e non rare complicanze a carico di tutti gli organi. E’ letale nel 3% dei casi”.

PREVENZIONE- Per quel che riguarda i proprietari di animali, il sentiero da seguire resta sempre quello della prevenzione: “lo sviluppo di nuove molecole – ha evidenziato Kurt Pfister presidente dell’European veterinary parasitology college – ha favorito l’immissione in commercio di prodotti dotati di un elevato profilo di sicurezza”.
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