IL MEGLIO DI... Paola Concia (Pd): «8 marzo? Un evento tragico... Donne muoviamoci, Bonino al Colle»

01 agosto 2013 ore 10:00, Francesca Siciliano
IL MEGLIO DI... Paola Concia (Pd): «8 marzo? Un evento tragico... Donne muoviamoci, Bonino al Colle»
E ancora: «Io alla Regione Lazio? Non ho ricevuto neanche una telefonata...». Donne, prima di tutto e sopra ogni cosa. Paola Concia, contattata da IntelligoNews, parla di 8 marzo e delle donne nelle Istituzioni. Ma guai a chiamare quella di oggi festa delle donne: «Cosa c'è da festeggiare?». Le chiediamo del suo futuro politico, gli spifferi la vedono assessore nella giunta di Zingaretti, che dovrebbe essere varata nelle prossime ore. Ma lei cade dalle nuvole: «Forse è stato fatto il mio nome per “bruciarmi”. Ha mai sentito parlare di invidia?».   8 marzo: ha ancora un senso la festa della donna nel 2013? «Non sono un'appassionata dell'8 marzo. Mi sembra che a monte ci sia un grande equivoco: non è una festa e andrebbe celebrata esclusivamente per quello che è: un evento tragico. Non capisco perché siamo riusciti a farla diventare una festa».  Cosa dovrebbe rappresentare? «Mah... io in realtà non lo celebrerei neppure. C'è una grande crisi nel mondo occidentale che investe le donne e il loro valore sociale. Soffrono della mancata rappresentanza nelle Istituzioni: bisognerebbe intervenire su questo anziché festeggiare». Con le quote rosa? «Ma no, non si può etichettarle come quote. Per la prima volta nella storia abbiamo un Parlamento (quello che si insedierà tra pochi giorni, ndr) con un altissimo numero di donne. E questo grazie sia al Partito Democratico, sia al Movimento 5 Stelle, che hanno portato moltissime donne e soprattutto giovani. Partiamo proprio da qui, dall'obiettivo di un vero e proprio protagonismo femminile: tante donne, libere, capaci e che sappiano scardinare i luoghi del potere (ad esclusivo appannaggio maschile) per cambiare la società. È questa l'unica riflessione che mi vien da fare in questo 8 marzo. In questa “festa”, come la chiama lei...».  Saranno in grado di riportare l'Italia sui binari giusti? «Instabilità e ingovernabilità, non si sente parlar d'altro. Sono due parole che non mi piacciono per niente e credo non siano adatte neppure a definire questo momento di crisi che stiamo attraversando. Non so se Bersani riuscirà a fare un governo, anche se glielo auguro, perché il percorso è pieno di ostacolo. Credo che alla fine si opterà per un governo breve, un governo del Presidente. Poi subito al voto».   Questo “Presidente”, potrebbe essere una donna? «Non saprei. Non mi piace l'espressione “una donna al Colle”. Per gli uomini si fanno nomi e cognomi. Per le donne si resta sempre sul vago...». Facciamoli questi nomi. «Emma Bonino». E una donna premier per superare questo momento? «Non so nulla di certo. Ma dal momento che si parla di un governo del presidente...». Si spieghi meglio. «Beh, una delle donne più vicine al presidente Napolitano è Anna Maria Cancellieri. So che tra loro c'è stima e fiducia reciproca».  Sarebbe d'accordo sul nome? «Sarebbe un governo molto breve, giusto il tempo di approvare la legge elettorale. Non sono un'appassionata della Cancellieri, ma sono realista: è una persona seria. Se proprio deve essere lei... mi auguro che almeno faccia in fretta». Qual è il futuro politico di Paola Concia? «Chi lo sa. La mia vita politica non è iniziata cinque anni fa quando approdai in Parlamento. L'ho fatta da sempre sul territorio».  I bene informati dicono che presto potrebbe tornare ad occupare un ruolo di primo piano nel partito.  Ci da' qualche anticipazione? «Chi sono questi bene informati?». Vox Populi. «Guardi le dico che non sono stata cercata da nessuno. Se non da Veltroni e da Castagnetti che mi hanno manifestato la loro solidarietà, il loro dispiacere per non essere riuscita ad entrare in Parlamento. Gli altri mai sentiti...». Dicono anche che Zingaretti nutra una particolare stima per lei. Si vocifera di un assessorato in Regione Lazio... «Glielo assicuro: non sono mai stata contattata da nessuno. Non avrei difficoltà a dirlo. Se volevano darmi “questo” assessorato me l'avrebbero fatto sapere: una telefonata, una mail, un sms. Un piccione viaggiatore...».      
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