Riforma Rai, Malan (FI): “Spericolato Renzi se conta su Verdini. E' stata una figuraccia del Pd”

01 agosto 2015, Andrea Barcariol
Lucio Malan, senatore di Fi, intervistato da IntelligoNews, commenta quanto accaduto ieri in Senato con il governo che è andato sotto sulla riforma della Rai (approvati gli emendamenti delle opposizioni e della minoranza dem: 121 voti a 118).
Riforma Rai, Malan (FI): “Spericolato Renzi se conta su Verdini. E' stata una figuraccia del Pd”

Decisivo il nuovo gruppo Ala. Una mossa di Verdini per ricattare Renzi?

«Non so se sia stata una mossa di Verdini, è chiaro che i margini della votazione sono stati talmente ristretti che anche i pochi senatori del nuovo gruppo di Verdini sono stati decisivi, sia quei 7 che erano assenti, sia i 2 su 3 che hanno votato con l’opposizione».

Avete paura che sia il gruppo di Verdini in Senato diventi l’ago della bilancia togliendo peso a Forza Italia?

«Se Renzi fa conto su questo gruppetto, la sua è un’operazione davvero molto spericolata. Io ribadisco che secondo me la posizione di Verdini e dei suoi è sbagliata. Se Renzi ha bisogno di loro vedremo se ci sarà la nuova coppia Renzi- Verdini».

Renzi disse che non si poteva rinnovare il cda della Rai con una legge che portava il nome di Gasparri, ieri invece Padoan ha scritto una lettera alla commissione Rai chiedendo che fosse applicata. Come giudica questo cambiamento?


«E’ stato uno sgarbo inutile. Questa è un’abitudine di Renzi che non rispetta le persone né del suo partito né delle opposizioni e usa i nomi di persone degnissime, come Maurizio Gasparri, quasi come se fossero un insulto. Tra l’altro la Gasparri è una buona legge, sicuramente migliore di quella che si sta cercando di far passare».


Il vicepresidente della Camera del Pd, Roberto Giachetti, parla di elezioni anticipate in autunno. Lei ci crede?


«No. Mi sembra che stia puntando una pistola scarica. E’ una minaccia per riportare all’ordine la minoranza che ieri ha osato votare secondo coscienza e non secondo le indicazioni del partito. Votare prima della entrata in efficacia della nuova legge elettorale vorrebbe dire andare alle urne con un proporzionale puro. La certezza assoluta sarebbe che il Pd non avrebbe la maggioranza né alla Camera né al Senato. Oggi alla Camera ce l’ha e anche in Senato, con un po’ di alleati e di transfughi. Quindi è una minaccia a vuoto, irresponsabile, cerchino invece di dialogare per lo meno con i parlamentari del loro partito. Se lo facessero eviterebbero le brutte figure che hanno fatto ieri».

Renzi dice di non temere le urne e la Boschi prevede un Pd al 40%. Troppo ottimisti?

«Contano più i sondaggi delle sparate e i sondaggi danno risultati diversi. Questo governo non vuole abbassarsi a dialogare né con le opposizioni né con la loro minoranza interna, che non condivide nulla del loro programma e cerca di far saltare tutto. In tal caso altro che salire nei sondaggi, scenderebbero ulteriormente».
 

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