La Turchia ricatta l'Europa sui visti liberi o niente accordo sui profughi

01 agosto 2016 ore 11:03, Lucia Bigozzi
La Turchia sfida l’Europa. Stavolta sui visti per l’ingresso in Ue dei cittadini turchi. Suona come un ultimatum la frase che rimbalza da Ankara “se i cittadini turchi non saranno esentati dal visto per entrare nell'Unione europea entro il prossimo mese di ottobre, la Turchia non riconoscerà più la convenzione con Bruxelles sui rifugiati, firmata lo scorso 18 marzo”. E c’è anche un tempo indicato: ottobre. La frase è in realtà il monito del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu lanciato nel corso di un’intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. La risposta di Bruxelles non si è fatta attendere: “Il presidente Juncker è stato molto chiaro in numerose occasioni, se la Turchia vuole la liberalizzazione dei visti, deve soddisfare i criteri”. La Commissione vuole tenere fede all’intesa con la Turchia e dal governo di Ankara si attende “la stessa cosa. La tempistica finale dell'abolizione dipenderà sia da quando la Turchia ultimerà il lavoro, sia da quando i co-legislatori prenderanno la decisione finale”. 

La Turchia ricatta l'Europa sui visti liberi o niente accordo sui profughi
Nel frattempo a Colonia i turchi che risiedono in Germania scendono in piazza per partecipare a una grande 
manifestazione pro-Erdogan. Imponenti le misure di sicurezza e il dispiegamento di forze dell’ordine per vigilare sul corretto svolgimento del corteo: numeri impressionanti se si pensa che sono stati dislocati nei punti strategici della manifestazione pro-Erdogan, qualcosa come 2.700 uomini per una previsione di partecipanti stimata attorno alle trentamila persone con al seguito migliaia di bandiere turche e della Germania. Parallelamente la polizia ha dovuto disperdere una contro-manifestazione di 250 estremisti di destra, per scongiurare un contatto con i manifestati, anche se non sono mancati momenti di tensione. Perché Colonia? Nella regione del Nord Reno-Westfalia è concentrata la maggiorparte di turcofoni, circa tre milioni, residenti in Germania. Intanto la Corte costituzionale di Karlsruhe ha vietato la trasmissione di un video messaggio di Erdogan alla manifestazione in collegamento diretto per evitare di agitare gli animi e alimentare ulteriori tensioni; decisione non gradita da Ankara che la definisce, infatti, “inaccettabile”. Ci sarà comunque un esponente del governo turco, ovvero il ministro della Gioventu' e dello Sport, Akif Cagatay Kilic. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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