Per Ettore Gotti Tedeschi "l’economia come le religioni, vogliono la pace. E' guerra morale "

01 agosto 2016 ore 11:34, intelligo
Riprendiamo e riproponiamo per gli internauti l'intervento dell'economista già presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, pubblicato oggi su Il Giornale dal titolo: “Né di religione, né economica, è guerra morale”. Un intervento che ha messo sul tavolo una riflessione sul tema della guerra. Per Gotti Tedeschi sono stati messi in campo gli "strumenti bellici utilizzati dalla gnosi" e tra questi "c’è anche quello economico". 

Così riflette: "Il Santo Padre ci ha spiegato che tutte le religioni vogliono la pace, non c’è guerra di religione, bensì economica, di interessi, per soldi, per risorse, per dominare i popoli. Vediamo di trarre beneficio da questa  considerazione con una riflessione sul fatto che da sempre c’è  una religione che, sotto varie spoglie, fa guerra alla  religione cattolica, ed è la gnosi, la “grande sconosciuta”. Fra gli strumenti bellici utilizzati dalla gnosi c’è anche quello economico. Ma l’economia, come le religioni, vuole pace per esser al servizio dell’uomo. L’economia non uccide, è solo uno strumento in mano all’uomo che la usa bene o male. E’ l’uomo pertanto che va formato, moralmente, a farlo. E questo è compito della religione, cui si oppongono altre".

Poi un excursus sulle cosiddette "guerre di religione" che "ci sono state e ci sono": "Posso azzardare che la stessa  Shoah, possa aver rappresentato una infame “guerra religiosa” contro una “religione-popolo”? - è l'interrogativo che pone come riflessione al lettore.
Nel resto dell'intervento riporta la storia così come (non) l'abbiamo studiata: "Dall’inizio del XVI secolo, oltre alle ben conosciute guerre di religione  contro l’aggressione dell’impero Ottomano (Lepanto nel 1571 e Vienna nel1683), ricordiamo che  grazie alla Riforma protestante ( 1517) per quasi novant’anni anni ( dal 1562 fino al 1648) l’Europa venne dilaniata da guerre di religione tra  protestanti e cattolici. Le prime 4 guerre ( tra il 1562 e il 1572) furono grazie all’offensiva protestante per convertire la Francia e terminarono con il famoso massacro degli ugonotti nella notte di S. Bartolomeo.
Con la Controriforma i conflitti proseguirono con altre 4 guerre  fino all’Editto di Nantes (1589), finchè il cattolicesimo diventò religione di stato, tollerando i protestanti. L’Europa soffrì altri 30 anni di guerre di religione fra protestanti e cattolici (dal nord Europa  alla Boemia), tra il 1618 e il 1648. Potrei azzardare che se non fosse stato per la Francia  l’intera Europa sarebbe diventata protestante (chissà se la signora Cancelliera Merkel ci riuscirà oggi a luteranizzare l’Europa utilizzando  lo strumento economico e monetario, anziché guerre di religione)". 

Ed eccoci al punto della “guerra di religione” "sferrata negli ultimi duecento anni dal laicismo gnostico positivist, religione vera e propria della modernità, religiosamente antireligiosa" - scrive -"che ha fede assoluta solo nella ragione e anch’essa impone leggi morali   contrarie a quelle di  religioni monoteiste cui si oppone   considerando di fatto, Dio l’origine di tutti i mali .Nelle motivazioni di questa “guerra” c’è  una certa confusione fra religione, interessi, soldi  e potere, perché si è sempre voluto sottrarre alla Chiesa sia il potere temporale , ma soprattutto quello spirituale , per darlo allo stato laico, come avvenne. Ma questa guerra di religione, non cruenta, vinta dalla gnosi, ha provocato “danni bellici” alla intera umanità, generando le due grandi crisi  che oggi stiamo vivendo e che non si vogliono riconoscere nelle cause".

Azzardando un punto di vista originale, spiega la prima causa scatenante su cui puntare i fari per un'analisi culturale e storica completa: "La crisi morale, conseguente all’impossessamento delle conclusioni del  Concilio Vaticano II da parte di teologi progressisti e  la crisi economica, conseguente agli errori della strategia laicista  fondata su teorie neomaltusiane elaborate grazie al nuovo ordine mondiale ( stabilito all’inizio anni ’70). Da una parte, queste culture neomalthusiane, riuscendo ad azzerare la crescita demografica , han minato le basi della economia occidentale ed hanno  imposto alla stesso occidente quaranta anni di consumismo sempre più a debito che ha prodotto le debolezze economiche e la povertà diffusa. Dall’altra parte, il progressismo teologico  ha rivoluzionato l’origine della miseria morale , attribuendola a quella materiale. 
Riuscendo a indurre una parte della chiesa  a pensare di occuparsi  più di miseria materiale  che di  miseria morale. Se ciò non fosse avvenuto oggi probabilmente ci sarebbe meno miseria materiale ,  e meno tentazioni di attribuire all’economia la causa di guerre. Anche lo stato dell’economia è  infatti conseguente allo stato della morale. Ma il decadimento etico si è riflettuto anche in leggi globali di ordine morale che noi siam stati costretti ad accettare, per legge imposta. Ma altre culture e fedi religiose, che ormai coesistono con la nostra, e regolano anch’esse con leggi  il comportamento morale, non condividono queste leggi civili con la medesima nostra “tolleranza” e potrebbero conseguentemente combattere, sia la cultura laicista che le ha generate, sia quella religiosa che le ha subite, permesse e persino perdonate. Allo stato dell’arte, forse  sarebbe opportuno, anziché demonizzarla, cercare con la religione laica saggia, una via ecumenica fondata sulla difesa dei valori della nostra civiltà. Il pragmatismo laico potrebbe condividerla. Chiamiamolo, in memoria di Voltaire: “Ecumenismo voltairiano”.

Sostanzialmente ecco il compito per i prossimi anni per Ettore Gotti Tedeschi: "Il laico resta laico, ma sostiene la morale cattolica, perché utile, anche a lui". 

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