Parla l'Imam Pallavicini: "Per alcuni la scoperta di un universo entrando in Chiesa. Contraddittorio l’Imam di Lecce"

01 agosto 2016 ore 12:54, Lucia Bigozzi
“Trovo le argomentazioni dell’Imam di Lecce abbastanza pretestuose. L’iniziativa della fratellanza è stata un grande successo. Per alcuni musulmani la scoperta di un universo entrando in chiesa e assistendo a una funzione religiosa dei cristiani”. Sono le parole che l’Imam Yahya Pallavicini, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis) e direttore per il dialogo interreligioso della Grande Moschea di Roma usa per raccontare cosa e come ieri le comunità musulmane che vivono in Italia hanno voluto abbracciare i cristiani in segno di solidarietà dopo l’orrore e il sangue di un sacerdote sgozzato nella chiesa di Rouen. Nella conversazione con Intelligonews non esita a criticare il no dell’Imam di Lecce e spiega perché. 

Che bilancio traccia della giornata di fratellanza tra cattolici e musulmani e cosa risponde a chi parla di flop?

"L’iniziativa è stata un grande successo. Per quello che riguarda soltanto il coordinamento promosso dalla Coreis italiana in circa 30 chiese in altrettante città dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest del centro Italia, che hanno ospitato nostre delegazioni. L’altro aspetto che alimenta il successo è il fatto che a partecipare sono state tutte le principali associazioni islamiche sia nazionali che locali. L’ultimo aspetto che secondo me è il segnale di un ulteriore successo è il fatto che al di là delle iniziative programmate, coordinate con le Diocesi o i Vicariati, come qui a Roma, ci sono state manifestazioni più spontanee di natura popolare dove famiglie che, ad esempio, come abbiamo potuto verificare, già normalmente hanno i propri figli che vanno negli oratori oppure hanno dei rapporti di vicinato con i parroci o con le suore o con i monaci o i frati, hanno voluto valorizzare questa nostra iniziativa con una stretta di mano, il gesto di offerta di dolci; cose magari, se vogliamo molto semplici, che sono a livello di quello che la stragrande maggioranza di musulmani semplici può effettivamente offrire. C’è un ultimissimo aspetto che vorrei richiamare…".

Parla l'Imam Pallavicini: 'Per alcuni la scoperta di un universo entrando in Chiesa. Contraddittorio l’Imam di Lecce'
Quale?

"Questa occasione è stata anche per alcuni la scoperta di un universo entrando in chiesa e assistendo a una funzione religiosa dei cristiani. E quindi anche da un punto di vista culturale, si apre l’universo che consente di scoprire come altri adorano lo stesso Dio". 

All’Imam di Lecce lei cosa vuol dire e come commenta le sue affermazioni? 

"Se non sbaglio, l’Imam di Lecce critica l’iniziativa con due argomentazioni abbastanza pretestuose; da un lato dice che non vuole cavalcare la mediaticità o la spettacolarizzazione e la seconda è che, invece, il dialogo va fatto quotidianamente. Lui afferma di praticare il dialogo nella quotidianità, io invece posso testimoniare e la Coreis da trent’anni, di non aver avuto nessun problema a creare un momento dedicato a questa testimonianza di fratellanza, anche come antidoto alla barbarie che abbiamo visto in Francia in una chiesa. Non è che siccome io faccio il dialogo da 30 anni allora non lo faccio in questa circostanza e, addirittura, non lo faccio per una manifestazione del genere: mi sembra ridicolo e contraddittorio. Quanto alla spettacolarizzazione, beh qui io posso essere d’accordo con lui nel senso che effettivamente, noi da religiosi siamo poco sensibili alla spettacolarizzazione, però mi sembra - anche qui - contraddittorio l’Imam di Lecce perché che io sappia, lui fa un uso spettacolare di Facebook e i social media per promuovere se stesso; al di là di questo dico che qui non è una questione di spettacolarizzazione: davanti all’orrore di un brutto spettacolo di chi entra in una chiesa, uccide un parroco, fa violenza alle suore e ai fedeli, noi possiamo dare una “buona” testimonianza che senza dubbio grazie a voi – viva i media – è anche un segnale mediaticamente che risponde alla loro spettacolarizzazione, però il vero spettacolo per me è lo spettacolo della verità e noi abbiamo fatto ieri la verità. Gli altri hanno fatto dell’orrore il loro spettacolo. Ma voler pensare che siccome quelli fanno l’orrore dello spettacolo io me ne devo stare a casa a fare le prediche su Youtube a Lecce, francamente con tutto il rispetto è un’argomentazione che secondo me non regge". 

Il Papa insiste molto nel dire che “non è una guerra di religione” e su questo penso lei sia d’accordo. Però oggi l’Isis ‘ordina’ addirittura il “rompere le Croci’ parla di crociati e via dicendo: ci legge un segnale di debolezza finalizzato a galvanizzare qualche mente fragile oppure c’è una piccolissima parte di Islam che la pensa così? 

"L’Isis ha interesse di alimentare il proprio pretesto di Califfato e di Jihadismo, provocando un conflitto tra civiltà e comunità religiose, per cui questo è l’interesse perverso dell’Isis che mi auguro non faccia più presa neanche in persone psicolabili o deboli in termini di valori e di educazione. Proprio per questo, invece, ha ragione grazie a Dio e lo sa dire con grande chiarezza ma anche apertura universale il Papa che dice: c’è una guerra ma non è una guerra di religione. Ecco, secondo me è l’abbinamento di queste due espressioni di Papa Francesco che noi dobbiamo cogliere. C’è una guerra, quindi quelli che vogliono dire ma no, questa è una guerra che non mi riguarda io faccio le prediche su Youtube, liberissimo di fare, e infatti vive al di fuori del contesto delle sfide internazionali e sociali. Qui, invece, c’è una guerra da combattere, però la religione deve essere fuori da una strumentalizzazione e quindi i veri religiosi, come dice ancora il Papa, in maniera fraterna possono costruire la parte sana, coesa e saggia che invece questi criminali vorrebbero in qualche modo distruggere".  
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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