Nuova minaccia Isis, Iwobi (Ln): "Sono cattolico, ma il Papa sbaglia. Ora allearsi con la Russia"

01 agosto 2016 ore 13:28, Andrea Barcariol
Toni Iwobi responsabile per l’immigrazione della Lega Nord, intervistato da Intelligonews, critica la politica del governo sull'immigrazione e non condivide l'analisi fatta da Papa Francesco sugli attentati terroristici delle scorse settimane. 

L'Isis ha lanciato un appello attraverso la rivista Dabiq: "Rompere la croce". La scorsa settimana invece Papa Francesco ha detto che non si tratta di una guerra di religione. Lei cosa ne pensa?

«Mi dispiace andare contro il mio Papa, perché sono un cattolico praticante, ma non sono assolutamente d'accordo con lui. Questa non è soltanto una guerra economica, come spesso viene definita ma una guerra a 360 gradi, una guerra dichiarata da questi fondamentalisti islamici contro l'occidente e contro chi non è musulmano. Questo ovviamente non vuol dire che tutti gli islamici siano terroristi, ma l'occidente deve prendere provvedimenti chiari e decisivi. Bisogna combatterli con leggi specifiche e alleandosi con la Russia per annientare questa minaccia che incombe sul mondo intero».

 Le minacce dell’Isis sono sempre più frequenti. E’ una conseguenza delle sconfitte in Siria e Iraq?

«Quando uno minaccia addirittura le chiese, come vogliamo definirlo? Loro stanno facendo di tutto per farci perdere la ragione, la speranza e per impaurirci. Noi dobbiamo dire no a questa guerra psicologica, dobbiamo unirci tutti per combattere questo male. Guerra religiosa o economica, sempre male rimane, dobbiamo combatterlo».

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Ieri cristiani e musulmani hanno pregato insieme all’interno delle chiese in tante città italiane, da Milano a Roma da Palermo a Genova. Iniziativa mediatica o un gesto significativo?

«Sicuramente è un bel gesto ma non bisogna strumentalizzare troppo questi avvenimenti. E' giusto parlarne speriamo continuino e che questa genti si svegli a capisca che stanno sbagliando. Devono dichiarare pubblicamente la loro contrarietà al terrorismo».

Servirebbe maggiore cooperazione tra i vari Paesi europei a livello di intelligence?

«L'Europa sta dimostrando di non essere all'altezza dal punto di vista politico, di intelligence, di sicurezza. L'Italia deve fare la sua parte cercando di incentivare l'intelligence che oggi è ormai una delle migliori al mondo. Non basta però mettere in moto la polizia, dobbiamo cambiare anche la nostra pessima politica migratoria. Non ho mai visto un governo che cerca sempre di legittimare la clandestinità. La clandestinità è l'anticamera dell'insicurezza e il rischio di lupi solitari, ovviamente, è sempre maggiore».

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