Isis contro Putin, Giulietto Chiesa: “Russia più preparata dell'Europa. Prevedibile bersaglio, è Occidente Vs Stati"

01 agosto 2016 ore 13:50, Lucia Bigozzi
“Me l’aspettavo visto che la Russia è una delle principali responsabili della loro sconfitta. Ma la Russia è molto più preparata di quanto non lo siano i servizi di sicurezza europei, per cui penso sarà un’impresa un po’ difficile fare a Mosca cose come quelle che abbiamo visto fare negli ultimi mesi a Nizza e in Germania”. Intercettato da Intelligonews proprio mentre sta rientrando da Mosca, Giulietto Chiesa, giornalista, scrittore ed esperto di scenari geo-politici, offre una contro-lettura delle minacce Isis a Putin. 

Come legge le minacce dell’Isis mirate sulla Russia di Putin? 

"Me l’aspettavo. Prima o dopo dovevano pur dire che a questo punto intendono coinvolgere la Russia essendo una delle responsabili della loro sconfitta; quindi dal punto di vista logico funziona, dal punto di vista politico non funziona perché chi sostiene l’Isis sono anche i servizi segreti occidentali per me, per cui questo fa parte di una strategia di lungo respiro intenzionata a destabilizzare gli Stati. Se i servizi segreti dell’Occidente hanno come obiettivo di distruggere o indebolire gli Stati esistenti, la Russia è uno di questi bersagli".

Isis contro Putin, Giulietto Chiesa: “Russia più preparata dell'Europa. Prevedibile bersaglio, è Occidente Vs Stati'
Ma in Russia potrebbe accadere come in Europa oppure a Mosca i terroristi non passeranno?

"La Russia è molto più preparata di quanto non lo siano i servizi di sicurezza europei, su questo non ci piove. La Russia, tra l’altro, ha subìto già numerosi e sanguinosi attacchi a più riprese nel corso degli ultimi quindici anni e dunque si è attrezzata. Io ho l’impressione – torno proprio adesso da Mosca – che lì ci sia un altissimo livello di allarme che non viene proclamato, non viene sbandierato ma è in funzione, per cui penso sarà un’impresa un po’ difficile fare a Mosca cose come quelle che abbiamo visto fare negli ultimi mesi a Nizza e in Germania".

L’Isis dice anche: entreremo nelle loro case. I servizi di intelligence russi in cosa si differenziano da quelli europei e in particolare da quelli italiani? 

"Intanto c’è una differenza che riguarda la dimensione, in Russia c’è una dimensione fortissima, nel senso che hanno forze di gran lunga superiori per controllare le grandi città, per monitorare gli obiettivi principali militari e civili. Ovviamente, la Russia è un Paese sterminato per cui non c’è lo spazio per occupare tutto; se adoperano una tattica come quella parigina o come quella in Germania è chiaro che non sarà possibile parare il tutto ma ho l’impressione che non potranno fare danni molto rilevanti. Potranno avere solo azioni ridotte e circoscritte a una relativa sorpresa. Penso che la Russia sia la più preparata di tutte ad affrontare questa situazione".

C’è anche una escalation nelle mediaticità dei messaggi: oggi l’Isis dice “rompere le croci”: secondo lei è un segno di forza o di debolezza?

"Non saprei definirlo in questo senso. Sono sicuro che ci sono delle centrali che pianificano tutto quello che sta accadendo: è una strategia che si sviluppa secondo tempi che noi non conosciamo e secondo disegni anche psicologici che noi possiamo soltanto intravedere. Non saprei se è un segno di debolezza o di forza; i segni di debolezza o di forza si vedono in un’altra direzione, ovvero nella capacità dei governi di intraprendere misure per fermare il flusso migratorio ad esempio, o per portarlo in condizioni accettabili. Se non saranno prese queste misure di largo raggio incluse quelle di un intervento economico nelle aree colpite dalla immigrazione forzata e per quanto riguarda le situazioni di guerra, tutto questo ovviamente continuerà e continuerà in modo efficace dal punto di vista dei terroristi". 

autore / Lucia Bigozzi
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