Rouen, cosa "sapeva e ha taciuto" il cugino del killer sgozzatore in manette

01 agosto 2016 ore 16:27, Americo Mascarucci
Gli inquirenti francesi hanno ordinato lo stato di fermo per due persone nell'ambito dell'inchiesta sull'attacco nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, nei pressi di Rouen. 
Uno dei due fermati è il cugino di Abdel Malik Petitjean, uno dei due autori dell'attacco. Mentre l'altro è un uomo che in passato ha tentato di recarsi in Siria per unirsi alla jihad. 
La procura antiterrorismo di Parigi ha reso noto che Farid K, un cugino di Abdel Malik Petitjean, uno dei due attentatori di Saint-Etienne-Rouvray, sarebbe stato perfettamente a conoscenza delle intenzioni del killer precisando che l'individuo, fermato giovedì, sarà oggi davanti al giudice. 
La Procura ha chiesto di incriminarlo per partecipazione a un atto terroristico. 

Rouen, cosa 'sapeva e ha taciuto' il cugino del killer sgozzatore in manette
Per gli inquirenti, Farid K, sarebbe stato perfettamente a conoscenza, se non del luogo o del giorno preciso, dell'imminenza di un progetto di azione violenta del cugino. 
"I due assassini del prete di Saint-Etienne du Rouvray si sarebbero conosciuti solo qualche giorno prima dell'attacco attraverso il sistema di messaggi cifrati Telegram" riferiscono i media francesi, secondo cui il 19enne di origine tunisina Adel Kermiche avrebbe descritto in anticipo su Telegram il modus operandi dell'attentato, parlando di un coltello e di una chiesa.
Insomma, ogni nuovo dettaglio che emerge dall'inchiesta sembrerebbe confermare un certa inadeguatezza delle strutture di intelligence. Perché, se davvero bastano dei messaggi cifrati per pianificare un attentato e non essere scoperti, allora c'è davvero da aver paura.


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