Quanto sarà fico FICO (fabbrica italiana contadina)... dopo Expo 2015!

01 aprile 2014, Gianfranco Librandi
Quanto sarà fico FICO (fabbrica italiana contadina)... dopo Expo 2015!
di Gianfranco Librandi FICO, la Disneyworld del cibo col patrocinio di Caab, il duo Letta/Renzi, un buffetto da Romano Prodi e… rullo di tamburi … i "futuri esodati di Expo 2015". Il patron(E) vero è il signor Farinetti. Ci sono imprenditori con i serpenti nelle tasche e gli slogan che valgono solo per gli altri. L’Eataly’s maker deve solo pensare a fare spettacolo in fondo e lo fa bene. L’imprenditoria di sinistra ha voluto, e ottenuto, FICO (Fabbrica Italiana Contadina) dichiarando che serve investire 50 milioni per raddoppiare il flusso turistico della città di Bologna impiegando nell’indotto 5 milioni (?) di persone soprattutto stranieri. Allora non è vero che ha le tasche a chiocciola! … attendere prego, c’è il seguito della dichiarazione di Farinetti: “La mia idea è 100 enti che mettano 500 mila Euro a testa”. E tutto torna. Regna la tradizione ben rappresentata dal gaudente proprietario di Eataly di sedere a tavola, mangiare più possibile e spararle un po' grosse. La definizione di Disneyworld del cibo è la più azzeccata possibile, validissima definizione anche per Eataly e un po’ per tutto quello che tocca il gaudente. E dunque nella fiera che dovrebbe produrre 5 milioni di posti di lavoro, si trascura il dato che ogni grande distribuzione per un novo impiegato ne ammazza cinque della concorrenza rappresentata dal piccolo imprenditore sempre sorridente. Va bene il buon umore, ma l’ostentazione è offensiva! Il FICO sorgerà, dove il partito che oggi governa aveva strutturato il CAAB (CentroAgroAlimentareBologna) salvo poi soffocarlo con la grande distribuzione COOP rendendolo inutile e obsoleto. Soldi pubblici abbandonati dove il gaudente renziano "s’è tuffato" senza manco dover chiedere permesso e senza manco un fiato del Governo o dell’amministrazione comunale (oggi Renziana). E’ una consuetudine quella di Farinetti di piombare su tutto quello che non si paga come fu per il primo Eataly aperto a Torino in spazi gratuiti concessi da Chiamparino, a Bari dove ci fu la gentile concessione dell’amministrazione comunale Pd. La vice presidente di Eataly Tiziana Primori, di concerto con Andrea Segrè (presidente di CAAB), parla del raggiungimento del break-even di FICO a 5 milioni di visitatori. Messa così ogni dubbio è fugato, ma allora sto FICO non è un sogno meraviglioso, un tripudio del made in italy, la promozione dell’immagine a tutti costi … è un vero e proprio centro commerciale. Ma le chiacchiere stanno a zero, FICO nascerà esattamente alla chiusura di EXPO 2015, assorbendo magari tutti gli esodati della manifestazione milanese, ereditando contratti a termine e stagisti a pochi euro al mese, tutti contratti a misura per la manifestazione milanese e che per magia diverranno un modello nazionale di contratto di lavoro (lo ha detto chiaramente Letta quando la vita gli sorrideva). Gli amici sindacalisti rimarranno in silenzio nonostante non esista un documento ufficiale che spieghi le norme contrattuali di questi neoschiavi e degli stagisti. E Renzi griderà al miracolo economico. Ma è solo un incubo, non è realtà.
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