Istat, si scrive occupazione si legge “camouflage” del governo. Ecco cos’è

01 aprile 2015, Luca Lippi
Istat, si scrive occupazione si legge “camouflage” del governo. Ecco cos’è
Istat, si scrive occupazione si legge “camouflage” del governo. Ecco cos’è Il tasso di disoccupazione italiano nel mese di febbraio sale al 12,7% dal 12,6% di gennaio. 

Questo è quanto comunicato dall’ISTAT (Nella fascia 15-24 anni, in altre parole l’incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, sale al 42,6% rispetto al 41,2% di gennaio). E’ solo di qualche giorno fa la dichiarazione di Renzi riguardo la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro con contratto a tempo indeterminato, e noi puntualmente la denunciammo falsa (i politici direbbero “imprecisa”). 

E’ l’arte del “camouflage”, il camouflage neoliberista che sarà la nuova bandiera fin quando non ci si deciderà di fare le cose seriamente. La dichiarazione è regolarmente smentita dallo stesso Istituto di statistica che precisa, a seguito delle polemiche succedute, che gli specialisti in forza dell’istituto operano con dati diversi da quelli utilizzati dal ministero del lavoro. In sostanza (lo conferma l’ISTAT) 79 mila attivazioni di nuovi contratti di lavoro non significano affatto nuovi occupati! La sostanza è (quanto già anticipato da noi) che dal 7 marzo entra in vigore il Jobs Act, i contratti dunque subiscono modifiche sostanziali a vantaggio dei datori di lavori e anche a vantaggio della flessibilità del lavoro stesso. 

C’è un bonus da incassare, e quindi si verificherà nei prossimi mesi un rimescolamento non soltanto di occupati, ma di contratti. Un camouflage come quello di Expo insomma. Nella sostanza la disoccupazione aumenta perché aumentano le persone in cerca di lavoro, mentre i precari diventano semplicemente “più precari”. Nessuno sottolinea che in questo rimescolamento a rimetterci è l’occupazione femminile che perde in un solo mese 42mila unità! Gli Show del Presidente del Consiglio fanno dell’ottimismo forzato la linea da seguire nonostante le imprese continuano a chiudere, la disoccupazione aumenta e si spendono oltre un milione di euro per quinte di camouflage con lo scopo di nascondere lavori incompiuti (a un mese di distanza dall’inaugurazione) dell’Expo per i quali sono stati spesi inutilmente milioni di euro per cattedrali nel deserto (o nuovi centri di accoglienza). 

“Camouflage” altro termine nuovo che sentirete spesso, non nuovo nella forma però, perché ormai da almeno trent’anni l’intera Economia del mondo occidentale (Stati Uniti ed Europa soprattutto) sono sopravvissute grazie al camouflage dei Bilanci, necessari e sufficienti a nascondere le speculazioni finanziarie che hanno ucciso con spietata efferatezza l’Economia Reale. 

Era il 2001, gira voce che Goldman Sachs abbia alterato i conti della Grecia per farla rientrare nei limiti imposti da Bruxelles per l’Eurozona

Anche il limite del 3% del PIL imposto dall’Eurozona è un “camouflage” inventato da un impiegato del Ministero delle finanze francese) ai tempi di Mitterrand; Abeille a corto d’idee e sollecitato dalla commissione che presiedeva, causa l’ora tarda impose il limite del 3% del Pil. Tale criterio fu adottato dai burocrati di Bruxelles che d’idee ne avevano meno di lui! Era il 2003, fallimento della Enron; scappò anche fuori che Citigroup e JP Morgan Chase avevano aiutato il gigante energetico americano. 

Un camouflage anche la presunta “ripresa economica americana”, i nuovi posti di lavoro sono quasi tutti mini job, i lavoratori qualificati invece sono disoccupati e hanno anche perso la casa a causa dello sgonfiamento della bolla dei subprime. Purtroppo la bolla non è esplosa, e subito (dal 2008) hanno subito ripreso a gonfiarla a dismisura! Il sistema economico è un camouflage totale. 

E’ la politica oligarchica di un impero che affama interi continenti visti solo come fornitori di materie prime. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon alla chiusura di Expo riceverà la famosa “Carta di Milano” sulla quale saranno raccolte importanti indicazioni su misure di sostenibilità per abbattere lo spreco alimentare. Anche il tema “nutrire il mondo” è un camouflage. 

Kissinger già dal 1974 parlava di “spopolamento” (depopulation) come priorità della politica americana verso il Terzo Mondo, reiterata anche nelle conferenze sul clima, pretese come scientifiche (documento del Consiglio di Sicurezza Nazionale NSSM 200 dal titolo “Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero"). 

Lo sviluppo economico si promuove con grandi progetti strutturali mirati a risolvere le carestie e quindi le migrazioni di massa, altro che Isis! Un altro tema poteva essere la cooperazione con i BRICS. 

Francia e Germania hanno deciso, non a caso, di aderire alla banca asiatica per lo sviluppo delle infrastrutture (a differenza della Troika o del Fondo Monetario Internazionale, non pone condizioni capestro per concedere crediti). 

In conclusione, teniamoci l’Expo così com’è, un gigantesco camouflage per nascondere l’ineluttabile sfiancamento dell’economia reale, anche l’Istat sta diventando solo un fastidiosissimo grido di dolore. 
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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