"La Scelta" di Michele Placido: tra violenza e aborto meglio l'amore

01 aprile 2015, Micaela Del Monte
Raul Bova e Ambra Angiolini, con un cameo dello stesso regista Michele Placido, arrivano al cinema il 2 aprile con la "La Scelta", un film che attualizza ma sostanzialmente rispetta la piece 'L'innesto' che Luigi Pirandello scrisse nel 1917.

"Pirandello è per me la figura più straordinaria del nostro teatro e ho altri progetti in mente su di lui" ha detto Placido che quanto alla valenza contemporanea di un testo che ha quasi un secolo aggiunge: "È di grande attualità, purtroppo. In questo secolo la violenza non è certo diminuita".

Il film è incentrato sui temi della violenza e dell'amore. 
'La Scelta' di Michele Placido: tra violenza e aborto meglio l'amore

Laura (Ambra Angiolini) e Giorgio (Raoul Bova) sono una coppia borghese e serena che, apparentemente senza farne una tragedia, vorrebbe tanto un figlio, ma non riesce ad averlo. La loro vita viene travolta dallo stupro della donna e poi dalla sua rezione: Laura resta incinta, forse dello stupratore, ma vuole ugualmente tenere il bambino e costringe il marito a scegliere fra il possesso e l'amore nel rapporto con lei.

La protagonista sceglie di non abortire, scegliere di non rendere pubblico lo stupro, sceglie di avere un figlio che forse è frutto della violenza e su tutto questo si confronta, si scontra con il marito ma, soprattutto, ha detto Angiolini, "sceglie di non essere ridotta a mero caso di cronaca, di guardare oltre".

Due protagonisti "normali" che hanno però tante sfumature che rendono la loro rappresentazione impegnativa e complessa.

"È stato un lavoro importantissimo e difficile, come credo sia per tutte le attrici impegnate a raccontare, con sfumature particolari, il tema della maternità: un ruolo così complesso e maturo come quello di Laura lo aspettavo da anni", ha commentato Ambra Angiolini. 

"Un ruolo molto difficile e impegnativo, di grande responsabilità, quello di un uomo contrastato che vive tante contraddizioni, è moderno ma tradizionale al tempo stesso. Era da tempo che non provavo una sorta di paura reverenziale verso un personaggio e che non mi sentivo nella condizione di non essere adatto ad un ruolo", ha invece spiegato Raul Bova.
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