Ministeri vacanti: tra le Infrastrutture e gli Affari Regionali, tutte le donne di Renzi

01 aprile 2015, intelligo
Ministeri vacanti: tra le Infrastrutture e gli Affari Regionali, tutte le donne di Renzi
I rumors di Palazzo lo danno come imminente. Gli spifferi di Intelligonews collocano la tempistica alla vigilia di Pasqua. L’interim di Renzi alle Infrastrutture, dunque, avrebbe le ore contate. 

Il tono-nome impazza e di nomi in pole ce n’è sostanzialmente uno: Graziano Del Rio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Dunque un renziano doc a Porta Pia, non un alfaniano.  Se così fosse, come pare alquanto probabile, la casella di Del Rio resta vuota e per riempirla ci sarebbero due opzioni, anche queste renzianissime: il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi o il sottosegretario Luca Lotti. Ma in lizza ci sono anche altri “papabili”: da Matteo Richetti a Deborah Serracchiani.

A Ncd andrebbero gli Affari Regionali con in più la delega dei fondi europei. Se in corsa c’è il nome che gira da giorni, ovvero l’ex ministro del governo Letta, Gaetano Quagliariello (nonostante il diretto interessato smentisca puntualmente) gli spifferi di Intelligonews a Montecitorio, danno in crescita le quotazioni di alcune parlamentari. 

Il profilo di una donna sarebbe più gradito – secondo alcuni indicato – dal premier che a un’altra donna, la Lanzetta (poi dimessasi) aveva affidato quel dicastero. L’obiettivo di Renzi sarebbe quello di mantenere inalterata la rappresentanza femminile nel suo governo. Per questo, cominciano a prendere quota i nomi della senatrice Federica Chiavaroli o della nuova portavoce di Ncd Valentina Castaldini. E per una donna alfaniana che entra in un dicastero, un’altra pare in procinto di lasciare la carica di capogruppo alla Camera. 

Si tratta della battagliera Nunzia De Girolamo che dall’elezione di Mattarella in giù non ha nascosto il maldipancia sulle scelte del leader del suo partito, fino alla vicenda delle dimissioni del ministro Lupi. Proprio lui, dovrebbe prendere il posto della parlamentare, sempre più tentata dal ritorno alla casa del “padre” (Berlusconi). 

di Gianfranco Librandi

autore / intelligo
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