In Australia e Usa le multinazionali si schierano a sostegno dei matrimoni gay come in Fight Club...

01 aprile 2015, Marco Guerra
In Australia e Usa le multinazionali si schierano a sostegno dei matrimoni gay come in Fight Club...
Nel Film Fight Club del 1999 il protagonista, interpretato Edward Norton
, immaginava un futuro completamente controllato dalle multinazionali, al punto tale che le società avrebbero dato il loro nome a tutto; la sfera stellare IBM, la galassia Microsoft, il pianeta Starbucks… 

A sedici anni di distanza questo scenario sembra prendere forma davanti ad una politica che abdica sempre di più al suo compito di farsi interprete delle istanze della società. In Australia sono infatti i grandi gruppi industriali a schierarsi a favore dei matrimoni dello stesso sesso, nell' ambito di una campagna diretta a fare pressione sul governo affinché introduca una nuova normativa sulla famiglia.

Società fra cui Qantas, PricewaterhouseCoopers, l' emittente multiculturale SBS e la Federcalcio australiana, hanno sottoscritto una lettera aperta in cui sostengono che i matrimoni dello stesso sesso non solo sono "l' unica opzione veramente equa" ma anche "un'opzione economicamente solida". Lo scopo economico dell’iniziativa non viene affatto sottaciuto ma evidenziato con orgoglio, "I benefici per il business vanno oltre i guadagni finanziari", afferma infatti la direttrice del Diversity Council, aggiungendo che “l'uguaglianza dei matrimoni può cementare l' equità sull'posto di lavoro”. Negli ultimi anni anche altre società come Telstra (Telecom Australia), Optus, le grandi banche ANZ e Westpac, IBM e la catena di grandi magazzini David Jones, hanno espresso sostegno per i matrimoni dello stesso sesso. Intanto, dall’altra parte dell’oceano, l' azienda privata con più dipendenti negli Stati Uniti e nel mondo, Walmart, e l'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, si sono schierati contro la discussa legge sulla libertà religiosa in vigore in Indiana e approvata in Arkansas che, secondo i suoi oppositori, contrasta con alcuni diritti delle persone omosessuali. 

Dunque, millenni di antropologia umana non sembrano meritare una riflessione sociologica più approfondita da parte della società civile sulla validità della struttura famigliare naturale. 

Nel dibattito che si è aperto in seno all’elite produttiva mondiale nemmeno una parola poi sul tema della genitorialità e dei diritti dei minori. 

Tutto si è ridotto a un mero calcolo sulla produttività del lavoratore coinvolto in un unione matrimoniale. E magari a comuni mortali non resterà che trovare un sponsor per le nozze.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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