Ortofrutta: arriva il digitale "made in Italy". Parla De Ponti (Unaproa)

01 aprile 2015, Orietta Giorgio
Ortofrutta: arriva il digitale 'made in Italy'. Parla De Ponti (Unaproa)
Il settore dell’ortofrutta potrebbe essere un motore per l’Italia?
Sì, ma i consumi sono in calo mentre le problematiche da risolvere sembra crescere a dismisura. Per fare luce sul Settore Ortofrutticolo Nazionale è stato presentato il primo rapporto Nomisma – Unaproa. Lo studio chiarisce quali sono i punti deboli e i punti di forza di un settore che ha bisogno di essere rilanciato proprio perché il comparto ortofrutticolo è fondamentale non solo per il settore agroalimentare italiano, ma per l’intero Sistema-Paese. 

IntelligoNews ha intervistato Ambrogio De Ponti, Presidente di Unaproa (Unione produttori ortofrutta):

Qual è lo stato dell’arte del sistema ortofrutticolo italiano, quali i vostri progetti per migliorare e incrementare questo settore?

«Il settore ortofrutticolo è un settore altamente strategico per il sistema Paese italiano ma, come si è evidenziato nel rapporto di Nomisma, discusso nel convegno che abbiamo fatto l’altro giorno, è anche ricco di molte contraddizioni e difficoltà. Viviamo in un Paese in cui anche le cose semplici diventano difficili ed il risultato è invalidante. Perché non siamo competitivi? Perché, ad esempio, nel nostro Paese ci sono costi che altri Paesi non hanno. L’obiettivo della nostra associazione è quello di guardare il positivo che c’è nell’anima del nostro settore»

Quali le strategie di punta?

«I nostri obiettivi cercano di valorizzare la scarsa propensione che abbiamo nell’internazionalizzazione. Il mercato interno fa fatica e, tra l’altro, purtroppo, calano i consumi dell’ortofrutta. Se le persone non consumano i nostri prodotti, il problema è anche sociale: i nutrizionisti spiegano quanto l’ortofrutta sia un vero toccasana per la salute. Una situazione del genere diventa quindi un problema sociale la cui risoluzione non tocca soltanto noi. Molti Paesi stanno proponendo la “Campagna dei 5 colori”, noi l’abbiamo mutuato nella nostro Marchio “5 colori del benessere”che garantisce provenienza e tracciabilità di frutta e verdura che arrivano sulle nostre tavole».

Il mondo come  vede il Made in Italy? 

«Noi abbiamo già un riconoscimento mondiale impressionante. Sono appena tornato da Tokio dove, abbiamo avuto conferma che il nostro saper fare e i nostri prodotti sono amati in tutto il mondo. Il punto è che  bisogna fare in maniera che i prodotti arrivino nel mondo nel modo più adeguato possibile. Non possiamo più pensare che i prodotti viaggino con i camion e basta, noi siamo ancora abituati ad un discorso di vendita all’estero piuttosto tradizionale, invece dobbiamo essere innovativi, per questo stiamo costruendo una piattaforma digitale»

Quando verrà presentata?

«Durante la manifestazione che terremo a Milano. Presenteremo il nostro lavoro, un modello di forma digitale dove potranno essere messa in evidenza i nostri prodotti. Tutto per valorizzare il vero made in Italy, in maniera moderna ed efficace».

Da maggio prende il via il vostro Mercato Metropolitano…

«Sì, stiamo lavorando “accanto” all’Expo a Milano, sui navigli. Verrà allestito un vero e proprio mercato dove si potranno incontrare i nostri produttori, non soltanto ortofrutticoli. Sarà interessante scoprire come molte nostre aziende di ortofrutta producano altri prodotti come il vino e l’olio. La Manifestazione sarà un modo per aiutare i produttori a mettere sul mercato i propri prodotti, l’ evento permetterà l’ incontro dei nostri produttori con il mondo. L’esportazione è un fatto culturale, noi dobbiamo capire cosa vuol dire essere internazionalizzati. Il nostro mercato metropolitano sarà un vero e proprio mercato destinato agli incontri e agli assaggi dei prodotti italiani».

Riguardo ai controlli fitosanitari ci sono state polemiche, cosa risponde? 

«Questo è un tema davvero importante, tra l’altro mette a repentaglio la competitività del nostro Sistema. Mi chiedo: perché sul prodotto italiano non posso usare un determinato principio attivo, mentre poi un prodotto olandese, trattato con il medesimo principio attivo, può venire in Italia ed essere consumato? Per la tutela del consumatore, certo, ma è davvero un paradosso. Noi siamo i primi a voler tutelare i consumatori ma questo dovrebbe valere per tutti».

 
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