Buffon come Totti: "Smetto a 40 anni. Calcio italiano in crisi? Colpa del computer"

01 aprile 2016 ore 7:53, Andrea De Angelis
Non è ancora il momento dell'addio per Gigi Buffon. Il portiere della Juve e della nazionale, reduce dal record di imbattibilità in campionato, annuncia che appenderà i guanti al chiodo solo tra un paio di anni. «Altre due stagioni prima di smettere, non voglio giocare dopo i 40. Vorrei arrivare ai 40 anni così come sono adesso». Buffon, insomma (classe 1978) vuole chiudere a 40, come un altro big del calcio italiano, Francesco Totti che chiede ancora un anno di contratto alla società.  La confessione arrivata ai microfoni del francese ‘So Foot’. Finita la carriera il futuro per Buffon non sarà come commentatore, come tanti ex colleghi, da Vialli a Paolo Rossi. «Ho un grande bagaglio di esperienza, ma non voglio allenare però mi piace il ruolo di selezionatore. Sono ambizioso, se faccio qualcosa è con l’idea di arrivare in alto. Senza di questo smetterei di vivere. Andrei verso nazioni come gli Stati Uniti o la Cina, che hanno un grande potenziale per una grande popolazione. Come vorrei essere ricordato? Come una persona corretta e per bene, tutto qui».

Buffon come Totti: 'Smetto a 40 anni. Calcio italiano in crisi? Colpa del computer'
Il portierone non ha rinunciato a una dichiarazione di amore per il suo club che nel 2006, dopo la vittoria del mondiale, ha seguito anche nella seria B, a differenza di tanti suoi compagni che scelsero altri club. «Anche se mi offrissero il doppio dello stipendio altrove io resto alla Juve. Farne parte mi rende davvero fiero. Perché ha un valore e certi valori, oggi, sembrano fuori moda. Oggi questo sport è dettato dalle logiche economiche, quelle che permetteranno al Norwich di giocare in Champions tra un paio d’anni grazie allo sceicco di turno. È un bene per i loro tifosi, ma viene a mancare l’aspetto romantico, la tradizione, il frutto del sudore di chi ti ha preceduto».
Capitolo finale dedicato alla crisi del calcio italiano, con la nazionale maltratta agli ultimi mondiali e in grande difficoltà anche martedì contro la Germania campione del mondo. «Ai miei tempi si giocava all’oratorio, oggi i ragazzi stanno davanti al computer, all’iPad. Fantasia, ispirazione e talento ne sono anestetizzati. Baggio? Forte come Maradona, ma con meno personalità».

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