Guidi si dimette e Bellanova ministro? Ma in settimana è stata denunciata dai 5Stelle

01 aprile 2016 ore 13:50, Andrea De Angelis
Per arrivare al suo nome basta una semplice equazione, ma si sa: la politica a volte conosce delle ragioni che la ragione non conosce. Eppure dopo il clamoroso (ma per certi versi scontato) passo indietro di ieri del ministro Guidi, le probabilità di avere già il nome del suo successore sono alte. 

La deputata di Ceglie Messapica, Teresa Bellanova, fino a qualche settimana fa sottosegretario al Welfare ed ora sottosegretario allo Sviluppo economico, non può che essere in pole position
Bellanova inizia appena ventenne come sindacalista nel settore dei braccianti, e come coordinatrice regionale delle donne Federbraccianti. Ha lavorato nel sud–est barese per poi spostarsi in provincia di Lecce, a Casarano, per contrastare la piaga del caporalato. Nel 1988 viene nominata Segretaria Generale provinciale della Flai (Federazione Lavoratori AgroIndustria), nella provincia di Lecce. Nel 1996 diviene Segretaria Generale della Filtea (Federazione italiana Tessile Abbigliamento Calzaturiero), incarico che ricopre fino al 2000, quando entra a far parte della Segreteria Nazionale Filtea con delega alle politiche per il Mezzogiorno, politiche industriali, mercato del lavoro, contoterziarismo e formazione professionale.
Nel 2005 viene eletta componente del Consiglio Nazionale dei Democratici di Sinistra e il 22 aprile 2006 è eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati nella lista de L'Ulivo nella circoscrizione Puglia. Dopo aver partecipato alla fase costituente del Partito Democratico, viene eletta alla Camera dei deputati per la seconda volta nel 2008. Dal 21 maggio 2008 è componente della XI Commissione (lavoro pubblico e privato), quindi gli incarichi recenti. 

Guidi si dimette e Bellanova ministro? Ma in settimana è stata denunciata dai 5Stelle
Di recente, però, il suo nome è finito al centro dell'attenzione anche per delle polemiche con il Movimento 5 Stelle. Il suo invito a non presentarsi alle urne per il referendum del 17 aprile ha spinto Maurizio Buccarella, senatore del M5s, a presentare formale esposto ai carabinieri e alla Procura di Roma. Nel mirino le parole che Bellanova ha pronunciato in un’intervista rilasciata all’Unità il 27 marzo scorso: “La cosa più saggia da fare il 17 aprile – aveva detto – è non andare a votare”. 
Buccarella coglie l’input della riflessione avviata sul Corriere della Sera da Michele Ainis e dice: "Tali disposizioni normative sanzionatorie sono con ogni evidenza poste a presidio della libertà di partecipazione democratica dei cittadini in occasione delle consultazioni elettorali e referendarie e scoraggiano, punendole, quelle condotte dei soggetti qualificati in virtù del proprio ruolo o funzione istituzionale o ufficio pubblico, che inducono gli elettori all’astensione e cioè alla rinuncia, alla non partecipazione all’esercizio democratico del voto sia esso di carattere elettivo così come referendario. Bellanova, abusando del suo ruolo e pubblicamente a mezzo stampa, si esprime non già come ‘privata cittadina’ o semplice iscritta al partito, bensì con l’attribuzione, espressamente citata nello stesso pezzo giornalistico, di parlamentare e viceministro dello Sviluppo economico, peraltro con delega all’energia".

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