Summit in campagna e pedinamenti, 7 arresti all'ombra dell'introvabile Messina Denaro

01 aprile 2016 ore 13:04, Americo Mascarucci
È di sette arresti il bilancio dell'operazione antimafia dei carabinieri di Agrigento. 
Nel mirino degli inquirenti il mandamento di Sambuca di Sicilia. I fermati, accusati a vario titolo di partecipazione ad associazione mafiosa, sono ritenuti vicini al boss super latitante Matteo Messina Denaro. 
Secondo i carabinieri la rete di fiancheggiatori avrebbe "bonificato" le campagne della zona per consentire gli incontri di esponenti mafiosi con il presunto boss di Sambuca Leo Sutera ritenuto dagli investigatori vicino a Messina Denaro. 
Le indagini sono state coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Maurizio Scalia della direzione distrettuale antimafia di Palermo. 
Per mesi gli investigatori registrarono le trasferte di personaggi che si spostavano da Palermo. Frenetico era l'asse con la provincia di Agrigento. 
A Sambuca di Sicilia, prima di finire in carcere, pare che l'uomo fosse molto attivo, una pedina della cerchia ristretta in contatto con Messina Denaro. È lui che i palermitani andarono ad incontrare il 18 giugno 2012. Gli incontri non avvenivano mai nello stesso luogo, mai all'interno di fabbricati e, come ulteriore esasperata forma di prudenza, i partecipanti erano soliti camminare per i campi allo scopo di neutralizzare l'eventuale presenza di microspie. 
Summit in campagna e pedinamenti, 7 arresti all'ombra dell'introvabile Messina Denaro
Leo Sutera - arrestato nel giugno del 2012 e condannato a 4 anni di reclusione per associazione mafiosa - si avvaleva di un collaudato e fedele circuito di favoreggiatori incaricato di procedere ai sopralluoghi nell'area scelta per gli incontri, costituire una cintura di sicurezza della zona e prelevare i partecipanti da portare al cospetto del capo mafia. 

L'operazione antimafia denominata "Triokola" - dal nome antico di Caltabellotta (Ag), paese da dove è partita l'inchiesta - ha portato in carcere Giuseppe Genova, accusato di essere il capo della famiglia di Burgio (Ag), Andrea e Salvatore La Puma, padre e figlio, Gaspare Ciaccio, Vincenzo Buscemi, Massimo Tarantino e Luigi Alberto La Scala. Gli arresti, all'alba, sono stati eseguiti a Sambuca di Sicilia e a Burgio. 

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