Roma, Adinolfi (PdF): "Centrodestra? Ormai è congresso dell'Msi. Così ballottaggio già scritto"

01 aprile 2016 ore 13:34, Adriano Scianca
Roma, Adinolfi (PdF): 'Centrodestra? Ormai è congresso dell'Msi. Così ballottaggio già scritto'
La campagna elettorale romana? "Ormai sembra un congresso dell'Msi", afferma Mario Adinolfi, candidato sindaco con la lista del Popolo della Famiglia. Che, parlando con IntelligoNews, aggiunge: "La destra sta perdendo una grande occasione per costruire un modello alternativo al blocco di potere del Pd. Noi siamo alternativi sia a loro che alla sinistra".

Storace sostiene che fra Meloni e Berlusconi ci sia già un accordo in favore della prima. Lei ci crede?

«Mi sembra un'ipotesi oggi non percorribile dal punto di vista politico. La Lega, molto più che Fratelli d'Italia, ha posto un'opa ostile sulla leadership del centrodestra. La scelta di Berlusconi di aggregarsi alla Meloni sarebbe una resa anche generazionale alla Lega che credo lui non abbia in mente di fare. Storace sta solo cercando consenso in quello che ormai è diventato un grande congresso dell'Msi: Storace corre da solo, Augello sostiene Marchini, La Russa sta con la Meloni, Bertolaso è portato da Gasparri. In questo modo stiamo perdendo una grande occasione per costruire un modello alternativo al blocco di potere del Pd».

Dovendo scegliere, preferirebbe trovare Meloni o Bertolaso al ballottaggio?

«Non ho un tifo particolare. Del resto, stando al quadro attuale, credo che nessuno di loro abbia la possibilità di ambire a quel ruolo. Oggi come oggi il ballottaggio è già scritto, ed è Giachetti-Raggi. Purtroppo chi conosce un po' la storia della destra romana sa che queste dinamiche sono per lo più governate da livori personali che fanno cadere le braccia ai cittadini e a chi, come noi, si presenta puntando tutto sul programma. E infatti siamo gli unici che hanno già presentato 26 punti per Roma».

L'elettorato in cui lei andrà a pescare sarà grosso modo lo stesso del centrodestra. Perché dovrebbero scegliere lei?

«Non credo che il nostro elettorato sia sovrapponibile. Il nostro è trasversale, è quello del Family Day, di tanta gente che aveva letteralmente strappato la tessera elettorale e che tornerà a votare grazie a noi, di tante persone che come me hanno una esperienza a sinistra. Noi ci candidiamo ovunque in alternativa alla destra e alla sinistra, che sono ormai categorie prive di senso, dato che entrambe sono accomunate dal fatto di aver minato la famiglia e di non averne fatto una priorità».
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