L'obesità pesa per un adulto su 8. Ma l'Italia (almeno) non registra incrementi

01 aprile 2016 ore 14:07, Americo Mascarucci
Un adulto su 8 è obeso ma i ricercatori prevedono che nel 2025 arriverà un picco di obesità. 
Fra meno di 10 anni gli adulti obesi saranno 1 su 5. 
Secondo il nuovo studio nel mondo il numero delle persone obese supera già quello delle persone sottopeso. È quanto emerge da uno studio sul "Body mass index" (Bmi) a cui ha partecipato l'Università di Zurigo. 
In base all'indagine, il peso medio della popolazione mondiale è aumentato di 1,5 chilogrammi ogni dieci anni negli ultimi 40 anni. In Svizzera questa evoluzione è stata leggermente più lenta, evidenzia in una nota l'Università di Zurigo. 
Allo studio, i cui risultati sono pubblicati su "Lancet", hanno preso parte più di 700 ricercatori in tutto il mondo. E dal lavoro emerge che gli Usa sono in testa alla classifica dell'obesità. 
Fra i paesi più sviluppati, il Giappone è quello in cui gli abitanti hanno il più basso indice di massa corporea. 
In Europa, i più in linea sono le donne svizzere e gli uomini bosniaci. A livello mondiale il 2,3% degli uomini e il 5% delle donne sono considerati gravemente obesi, con un Bmi superiore a 35
Continuando di questo passo, nel 2025 il 18% degli uomini e il 21% delle donne soffriranno di una grave obesità, scrive l'Università di Zurigo. 
I dati raccolti e valutati dagli esperti parlano molto chiaro: 40 anni fa, nel 1975, nel mondo si contavano 105 milioni di obesi. Nel 2014 il loro numero ha superato i 600 milioni. Qualcosa è sicuramente cambiato nell'alimentazione e nello stile di vita della popolazione mondiale, con particolare riferimento a chi vive nel benessere e a quei Paesi che negli ultimi decenni hanno migliorato le proprie condizioni economiche. 

L'obesità pesa per un adulto su 8. Ma l'Italia (almeno) non registra incrementi
L'obiettivo fissato dall'Organizzazione mondiale della sanità, ossia di riportare entro il 2025 l'obesità ai livelli del 2010, non è realistico, sottolineano inoltre gli autori dello studio. 
Almeno in Italia,  dove tuttavia non si è registrato un incremento significativo del numero della popolazione obesa, bisognerebbe realizzare in ogni regione centri di coordinamento di reti assistenziali che attraverso approcci multidisciplinari integrati di tipo riabilitativo, siano adeguate alla diagnosi e cura dell'obesità e dei disturbi dell'alimentazione ed articolate in unità ambulatoriali, semi residenziali e di ricovero di riabilitazione intensiva. L’obesità è una delle piaghe del nuovo millennio con incidenze pesantissime sul welfare di ogni stato per gli effetti sulla salute dei cittadini poiché già il semplice sovrappeso aumenta i fattori di rischio riguardanti le malattie cardiovascolari, il diabete e il cancro ed è all'origine di circa 3 milioni di morti premature ogni anno.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]