Roma, La Russa: "Silvio, Meloni unica via per il ballottaggio. Marchini poteva fare solo una cosa"

01 aprile 2016 ore 13:48, Lucia Bigozzi
“Accordo Berlusconi-Meloni? Speriamo abbia ragione Storace, purtroppo non mi risulta”. Doccia fredda di Ignazio La Russa, parlamentare e co-fondatore di Fratelli d’Italia che nella conversazione con Intelligonews svela a che punto sono – o non sono – le alleanze nel centrodestra per la battaglia su Roma. Netto il no all’idea di uno schieramento nazionale guidato da Alfio Marchini e non manca un’incursione sul viaggio di Salvini in Israele. 

A Intelligonews, Francesco Storace ha dato una dritta: accordo fatto tra Berlusconi e la Meloni su Roma. Come risponde? 

«Speriamo che abbia ragione Storace, purtroppo non mi risulta».

Roma, La Russa: 'Silvio, Meloni unica via per il ballottaggio. Marchini poteva fare solo una cosa'
Ma la ritiene un’opzione verosimile?

«Lo chieda a Storace. Io conservo la speranza che la coalizione a Roma si ricomponga attorno alla Meloni che resta il candidato più forte, come peraltro confermano nettamente anche i sondaggi in base ai quali è l’unica che può andare al ballottaggio. Auspico che il centrodestra si ricomponga non solo a Roma ma a livello nazionale e tuttavia, la certezza che ha Storace io non la vedo».

E cosa vede ad oggi? Qual è lo stato dell’arte?

«Ora si pensa a Roma e ai suoi problemi. Sulle alleanze abbiamo detto e ridetto come la pensiamo, non bisogna pressare nessuno: Berlusconi sa perfettamente qual è la nostra posizione, conosce la mia personale stima nei suoi confronti e qual è il nostro pensiero. Detto questo, penso che Giorgia faccia bene a dedicarsi ai problemi di Roma e non a quelli della coalizione, anche perché lei con la coalizione che la sostiene è già competitiva per andare al ballottaggio. Vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà; sicuramente la coalizione della Meloni che aspetta di capire cosa fa Forza Italia, avrà dalla propria parte anche una lista moderata di centro. Restiamo in attesa che si ricomponga il centrodestra: io mantengo questo sguardo sul futuro e penso che una coalizione anche nuova nell’approccio alle questioni, nell’agibilità e nella presenza, con dentro anche Fi a me sta benissimo».

A proposito di centrodestra nazionale, i rumors di Palazzo danno Marchini a un passo dall’incoronazione a nuovo leader dello schieramento. Condivide l’ipotesi? 

«Ho sempre pensato che Marchini non abbia una storia di centrodestra, ora che addirittura lo si proponga o lo si voglia fare leader a livello nazionale, la cosa mi fa sorridere. Non solo: a Roma Marchini è un candidato sindaco minoritario fermo all’8 per cento e da questa base non può certo essere credibile l’idea di promuoverlo a leader nazionale. Poi per carità, tutto è possibile in questo Paese… ma è una suggestione che mi fa sorridere. E comunque, Marchini aveva un’opportunità per dimostrare di non essere di sinistra: convergere e sostenere la candidatura a sindaco di Giorgia Meloni. Finora non è avvenuto e non avverrà e questa sarà la riprova cha Marchini col centrodestra non c’entra nulla»

Salvini in Israele come all’epoca fece Gianfranco Fini: c’è una trama comune tra i due viaggi? Lei la vede? 

«Sono due cose diverse, anche perché da allora non solo Fini ma anche molti altri leader ed esponenti delle istituzioni si sono recati in Israele considerandola punto di riferimento non solo sul piano della sicurezza, ma anche dal punto di vista dei valori importanti; valori comuni al centrodestra e anche a buona parte del centrosinistra, ovvero l’amicizia e la vicinanza al popolo di Israele. Credo che quello di Salvini sia un atto normale, non ci vedo niente di eccezionale; era più importante il viaggio di Fini perché veniva a coronare una fase in cui la Destra in Italia si scrollava dalle spalle certe etichette»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]