Fusaro: "Contro l'abominio delle trivelle. No menzogne: nel petrolio non c'è spazio per l'etica"

01 aprile 2016 ore 15:43, Lucia Bigozzi
“Se ci si immerge nel mare del petrolio, si finisce in un mare di interessi di pochi contro i molti”. “Voto sì al referendum sulle trivelle perché…”. Diego Fusaro, filosofo, commenta con Intelligonews gli ultimi dossier rimbalzati sulle cronache, analizzandone gli effetti non solo ambientali, ma anche sociali. E sul governo Renzi usa la parola “astuzia”…

Dal petrolio agli interessi intorno al petrolio: in Italia sembra impossibile parlare di questi temi senza inciampare in scandali e inchieste giudiziarie. Qual è la sua valutazione?

«Certamente. Questi sono gli atti dei poteri forti: il sistema di manipolazione di massa e il monopolio dei mezzi di informazione non ne parlano, in modo tale che i signori della globalizzazione agiscano indisturbati. E se ci si immerge nel mare del petrolio, si finisce in un mare di interessi di pochi contro i molti»

Fusaro: 'Contro l'abominio delle trivelle. No menzogne: nel petrolio non c'è spazio per l'etica'
Lei come vota al referendum sulle trivelle? Se le trivelle dovessero entrare in azione quali sarebbero gli effetti? 

«Io voto ‘sì’, cioè contro le trivelle, e invito tutti a farlo per far sentire che il popolo italiano non ha l’encefalogramma piatto ma c’è ancora ed è pronto a reagire. Bisogna sapere tre cose. Uno: che se non passa il ‘sì’, vengono fatti gli interessi delle multinazionali che si appropriano dei prodotti del territorio nazionale. Due: viene devastato l’ambiente e il mare italiano che, tra l’altro, è il più bello al mondo. Tre: si decide ancora una volta di scavalcare la volontà del popolo sovrano. Sono tre buoni motivi per andare in massa a votare e dire ‘sì’ contro l’abominio delle trivelle»

Per una certa scuola di pensiero il capitalismo è neutro come tutti i sistemi; ma alla fine, vicende come quelle legate al petrolio non dimostrano che il potere economico si colora anziché di democrazia, di corruzione e malaffare? 

«Il capitalismo non è mai neutro perché è un rapporto sociale basato sul classismo e lo sfruttamento; paghi gli interessi di una parte contro l’altra e questo è, appunto, sfruttamento. Poi certo, si presenta come neutro perché ogni ideologia mira a far passare gli interessi di una parte come interesse del tutto e questo si chiama ideologia. Se l’unica legge è quella del profitto, è chiaro che non c’è spazio per l’etica, la morale, il rispetto e la dignità che vengono scavalcati dai signori del capitalismo»

Dal “caso” Boschi al “caso” Guidi ai cinque sottosegretari indagati: qual è la differenza tra il governo Renzi e gli altri?

«Il governo Renzi, da un certo punto di vista, è molto astuto perché fa cose neo-liberiste e di destra ma veste la tunica rossa e così “inganna” le tribune che pensano sia un governo che fa gli interessi del popolo quando invece fa quelli dell’èlite finanziaria. Ma se si auto-definisse di destra, l’inganno sarebbe svelato; se invece fai riforme di destra liberiste e poi 'orwellanamente' dici di essere di sinistra, puoi abbindolare quelli che io chiamo i ‘militonti’, ovvero quanti sicuramente votano Renzi pensando che sia di sinistra. L’astuzia del capitale sta nel vestirsi di rosso: del resto, gli schizzi di sangue dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati, dei giovani, si vedono molto meno se il macellaio ha il grembiule di colore rosso?»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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