Giornata Mondiale contro l'Aids, l'obiettivo è eliminarlo nel 2030: sogno o realtà?

01 dicembre 2015 ore 7:58, Andrea De Angelis
Giornata Mondiale contro l'Aids, l'obiettivo è eliminarlo nel 2030: sogno o realtà?
L'Aids è una malattia protagonista del XXI secolo
, come lo è stata nell'ultimo quarto dello scorso. Per questo motivo il primo dicembre in tutto il mondo si celebra la "Giornata mondiale per la lotta all'AIDS", in cui si cerca di diffondere informazioni e stimolare le coscienze sui rischi di un’epidemia che riguarda ogni sfera sociale.

Sono trascorsi oltre trent'anni dall’identificazione del virus responsabile dell’AIDS che ha causato da allora più di 39 milioni di morti e contro il quale la scienza medica, con i suoi studi, è riuscita a fare dei grandi progressi.
Secondo il rapporto annuale 2014 dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) sono 142mila i nuovi casi rilevati di AIDS, di cui solo 30mila in Europa.
La malattia, insomma, è presente. E se l'obiettivo conclamato è quello di debellarla entro il 2030, è importante comprendere che oltre alla scienza e alla politica tutti i singoli cittadini possono, anzi sono chiamati a fare qualcosa di concreto. Magari proprio oggi comprando dei fiocchi rossi (simbolo del World AIDS Day) per contribuire alla ricerca, o partecipando ad uno dei numerosi eventi realizzati da Lila Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids - con tanto di test gratuiti. Sempre oggi Coop distribuirà gratuitamente nei centri Lilaconfezioni di profilattici prodotti dal gruppo.
Torniamo però ai progressi fatti, che si possono definire davvero storici in quanto senza precedenti. Le morti per Hiv sono diminuite del 42% rispetto al picco del 2004 e il numero di individui infetti è in calo del 35% dal 2000. Sono le ultime stime, relative alla fine del 2014, del report annuale dell’Unaids, il programma Aids delle Nazioni unite.
L’Unaids ha lanciato un programma quinquennale, con l’obiettivo di sconfiggere definitivamente l’Hiv entro il 2030. Secondo gli esperti delle Nazioni unite, cinque anni fa il numero di persone che avevano accesso a terapie antiretrovirali erano circa la metà dei 15,8 milioni di oggi

Ma come si esplicita l'impegno a livello regionale per quanto riguarda le azioni concrete contro questa malattia? Prendiamo ad esempio il Piemonte, che elenca in tre punti fondamentali il suo operato per un’efficace lotta all’HIV:  

·         sensibilizzare la popolazione generale sull’importanza della salute sessuale e del suo valore in termini di benessere e qualità di vita, presupposto affinché le persone siano in grado di proteggersi in modo efficace e riescano a riconoscere una loro possibile esposizione all’HIV;
·         attuare interventi di prevenzione primaria e secondaria mirati ai gruppi bersaglio a maggior rischio, individuando contesti, fattori e metodi di intervento specifici in grado di ottimizzare l’efficacia delle attività;
·         garantire un trattamento tempestivo, corretto e completo in modo omogeneo e accessibile su tutto il territorio regionale per il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico di una carica virale sotto la soglia misurabile nei pazienti HIV positivi in trattamento.  
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