L'alleanza climatica dei 28 Colossi: energia pulita anche con Fb e Microsoft

01 dicembre 2015 ore 11:26, Americo Mascarucci
L'alleanza climatica dei 28 Colossi: energia pulita anche con Fb e Microsoft
Ma che c’azzeccano Bill Gates di Microsoft, Mark Zuckerberg  di Facebook, Jeff Bezos di Amazon,  Meg Whitman  di HPE, Marc Benioff di Salesforce.com e Niel investitore di Telecom Italia, alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, la Cop21 di Parigi? 
C’entrano nel momento in cui la Conferenza della Nazioni Unite diventa il palcoscenico ideale per presentare il grande consorzio globale partecipato proprio dalle suddette aziende per finanziare progetti sulla ricerca di base ed applicata nel settore dell’energia pulita. La tecnologia dunque al servizio dell’ambiente.  

Il consorzio si chiama Breakthrough Energy Alliance ed è un’alleanza fra i colossi della tecnologia e dei social network per investire in maniera massiccia nella ricerca applicata per trovare nuove metodologie di produrre energie rinnovabili. Secondo Bill Gates, il co-fondatore di Microsoft e della Bill & Melinda Gates Foundation, gli investimenti dei governi e i capitali privati, fino ad oggi non avrebbero rappresentato uno strumento efficace per migliorare le sorti ambientali del pianeta.
Breakthrough Energy Coalition al contrario intende privilegiare le società ai primi passi che abbiano il potenziale per sviluppare energie a zero emissioni di CO2 e i Paesi che hanno sottoscritto il patto Mission Innovation, l’impegno firmato da Francia, Stati Uniti, India, Cina, Italia ed altri quindici Paesi per raddoppiare i finanziamenti pubblici nella ricerca energetica di base nell’arco dei prossimi 5 anni.
28 gli investitori che hanno scelto di aderire all’alleanza ambientale e che hanno costituito questo consorzio energetico. L’ambiente dunque, e soprattutto l’esigenza di abbattere le emissioni di Co2 per ricondurre il clima a livelli sostenibili iniziando a combattere il surriscaldamento globale, diventano dunque la nuova frontiera tecnologia nella quale i colossi del comparto sembrerebbero pronti a farsi strada. Non più soltanto migliorando le proprie prestazioni interne attraverso la sperimentazione e l’attuazione di nuovi modelli di sviluppo eco compatibili ma finanziando lo sviluppo di nuove società ad impatto ambientale zero. Ecco perché la partecipazione dei colossi informatici a Parigi assume un’importanza tutt’altro che marginale, fino a configurarsi come strategica.  

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