Ghizzoni spiega: Unicredit punta sulla ripresa. Ma significa più mutui?

01 dicembre 2015 ore 11:56, Luca Lippi
Ghizzoni spiega: Unicredit punta sulla ripresa. Ma significa più mutui?
Ha parlato Federico Ghizzoni, numero uno di Unicredit, uno dei dieci gruppi bancari maggiori presenti in Europa, sicuramente il gruppo italiano più in forma tecnologicamente e che per primo ha cominciato a ricollocarsi su un mercato che nel giro di dieci anni si è completamente “ricondizionato”. È comprensibilmente orgoglioso Ghizzoni del lavoro svolto e candida il suo gruppo a sostenitore di una ripresa economica che ormai latita nell’area geografica (non è solo un fenomeno italiano) da diversi anni. Fa capolino, dopo anni di lavoro, per cominciare a svelare i piani, e dichiara che il target della banca nei prossimi 3 anni è quello di aumentare il numero totale dei clienti di un milione ogni anno e di portare il credito immesso nel mercato a 180 miliardi di euro nel periodo compreso tra il 2016 e il 2018. Non è nuovo Unicredit a catturare l’attenzione di nuova clientela, il target di un milione di clienti nuovi l’anno non è un obiettivo troppo ambizioso, già quest’anno la banca ha aperto nuovi rapporti per oltre un milione; riguardo il credito (vero core business di ogni istituto di credito) Ghizzoni dichiara che ci sono disponibili 180 miliardi, di questi 100 sono riservati al mercato italiano suddivisi in 40 miliardi da dedicare alla clientela privata e 60 alle imprese.

Ghizzoni fa trasparire che l’interesse dall’istituto è quello di diversificare gli investimenti, ma soprattutto diversificare le zone geografiche di impiego quindi promuovendo lo sviluppo e il sostegno anche in aree geografiche diverse da quella italiana, a tale proposito afferma: “grazie alla nostra presenza in centro ed Est Europa, dove il margine di interesse è doppio rispetto agli altri Paesi del continente, il gruppo potrà crescere anche nella generazione di margine di interesse“. È un’affermazione da banchiere, e non potrebbe essere diversamente. Quanto di questo nuovo progetto di sviluppo e di proposta è di interesse per la clientela privata? Questo è più complicato da prevedere, sicuramente Unicredit ha interesse a investire, ma soprattutto deve tutelare gli investitori investendo bene e questo in qualche modo  risponde alla curiosità di chi, magari, è interessato a capire se in un prossimo futuro sarà più semplice accedere al credito e soprattutto ai mutui. Nulla cambia finchè non cambierà la capacità reddituale degli individui nel verso più adeguato a garantire il merito creditizio che è un parametro uguale per tutte le banche, al quale devono attenersi per evitare squilibri di sistema rischiando di contrarre crediti inesigibili nel tempo. Non è mai, dunque un problema da risolvere per le banche che comunque hanno tutto l’interesse di impiegare il denaro, piuttosto è un problema sociale e di welfare che, finchè non trova una soluzione duratura se non definitiva, non consente alcuna soluzione.

Ghizzoni quindi non dice che vuole sostenere la ripresa a qualunque costo, dice che la banca è pronta per sostenere il sistema finanziariamente ma che adesso tocca ai governi riformare il mercato e garantirne sostenibilità e continuità, Unicredit ha le potenzialità per intervenire. Questo è vero soprattutto a guardare la reazione dei mercati alle parole del numero uno di UniCredit, in Borsa il titolo è sostanzialmente rimasto fermo, e il mercato (si sa) manifesta interesse solamente se prevede maggiori guadagni, e una banca non guadagna se, pur avendo disponibilità, non impiega efficacemente le sue provvidenze. Per nuovi mutui e prestiti c’è da aspettare ancora molto tempo, per il momento avanzano solo crediti in consolidamento.

autore / Luca Lippi
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