Livorno, tutti i "rifiuti" al pettine e salta l'assessore dissidente

01 dicembre 2015 ore 13:02, Americo Mascarucci
Livorno, tutti i 'rifiuti' al pettine e salta l'assessore dissidente
Livorno oggi come Napoli qualche anno fa? La città invasa da rifiuti non raccolti con tanto di rischio roghi d’immondizia? 
La notizia ci sta tutta, resa ancora più ghiotta dal fatto che il capoluogo toscano è uno dei comuni in Italia a guida 5stelle. 
Quando il candidato grillino Filippo Nogarin conquistò il Comune al secondo turno sconfiggendo il candidato della sinistra, si parlò di “svolta storica” trattandosi di una città tradizionalmente “rossa” e dove la sinistra era sempre sembrata imbattibile. Una svolta che lasciò l’amaro in bocca al Pd ma che fu da tutti salutata come necessaria per rompere un’egemonia consolidata e soprattutto un sistema di potere ormai diventato indigesto per i cittadini, avendo mostrato negli ultimi anni parecchie falle e disfunzioni.
Una novità che oggi sembra soffocata dai rifiuti a terra e dai cassonetti traboccanti, una vera e propria emergenza ambientale che sta gravando sulla città tirrenica resa tale dallo stato di dissesto finanziario in cui versa l’azienda di raccolta dei rifiuti livornese, la Aamps che avrebbe un debito di 42 milioni di euro a causa di tariffe non riscosse. 
Naturalmente la vicenda ha subito avuto un risvolto politico proprio perché ha prestato il fianco agli avversari per dimostrare come il tanto sbandierato buongoverno dei 5stelle sia soltanto un fallimento. I pentastellati invece difendono l’operato di Nogarin accusando le amministrazioni precedenti di aver creato le condizioni perché l’azienda andasse in dissesto. 
Non tutti i 5Stelle però sarebbero dello stesso avviso se è vero che la maggioranza pentastellata sta dando prova di scarsa compattezza. Nell’ultimo consiglio comunale infatti il sindaco Nogarin ha proposto di richiedere all’Azienda il concordato preventivo. 
Si tratta di  una procedura concorsuale a cui può fare ricorso un debitore (sia esso un imprenditore individuale, una società o un diverso ente) avente i requisiti di fallibilità (previsti dall'art. 1 L.Fall.) che si trovi in uno stato di crisi o di insolvenza, per tentare il risanamento attraverso la continuazione dell'attività ed eventualmente la cessione dell'attività a un soggetto terzo. Il concordato può anche tornare utile per liquidare il proprio patrimonio e mettere il ricavato al servizio dei creditori, evitando così il fallimento. 
All’emergenza ambientale si aggiunge anche quella occupazionale. L’azienda di raccolta dà infatti lavoro a 300 persone e altre 200 lavorano nell’indotto. Il fallimento dell’Aamps dunque avrebbe effetti devastanti sotto tutti i punti di vista. 
Una richiesta, quella del concordato, che come detto ha spaccato la maggioranza 5stelle con l’assessore all’Ambiente Giovanni Gordiani che ha contestato la decisione del sindaco sostenendo invece l’esigenza di individuare soluzioni alternative come ad esempio la ristrutturazione del debito. 
La divergenza di vedute fra il sindaco e l’assessore ha portato alla revoca di quest’ultimo e all’apertura di una crisi della maggioranza. Crisi che si è sfiorata già nell’ultimo consiglio comunale. 
La proposta di concordato preventivo avanzata da Nogarin è passata infatti con un solo voto di scarto. 17 si' e 16 no tra cui quelli di alcuni consiglieri pentastellati che hanno accusato il proprio sindaco di aver deciso tutto da solo, senza alcun coinvolgimento della maggioranza. Scarsa partecipazione nelle decisioni dunque, un'accusa non proprio felice per l'esponente di un Movimento che ha fatto della partecipazione il pilastro della propria azione politica.  
Una seduta ad alta tensione con i vigili urbani intervenuti a placare gli animi surriscaldati dei dipendenti dell’azienda che vedono a rischio il proprio posto di lavoro e soprattutto la prospettiva di stabilizzazione per oltre 40 precari. Urla, spintoni, insulti, malori chi più ne ha ne metta, scambi di accuse e minacce di dimissioni. E il rinnovamento tanto inseguito dai livornesi con l’elezione di Nogarin rischia di andarsi ad incagliare sui conti della dissennata azienda dei rifiuti che potrebbe anche portare alle dimissioni del sindaco e alle elezioni anticipate.
Una prospettiva che sarebbe certamente deleteria per un Movimento 5Stelle pronto, secondo i sondaggi, a conquistare Roma. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]