Cop21, Maracchi (meteorologo) avverte: “Abbiamo 20 anni di tempo. Quanto è grave la situazione"

01 dicembre 2015 ore 13:24, Lucia Bigozzi
Cop21, Maracchi (meteorologo) avverte: “Abbiamo 20 anni di tempo. Quanto è grave la situazione'
"Non si risolve il cambiamento del clima se non si va verso un'economia che non sia petrolio-dipendente". Va dritto al punto Giampiero Maracchi, climatologo di fama mondiale e direttore dell’Istituto di biometeorologia del CNR, che a Intelligonews spiega cosa c'è sul tavolo di Parigi ma anche cosa va fatto in concreto. Con una previsione temporale inquietante: il mondo ha solo "venti anni" per cambiare strada. 

Dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento dei mari: tra bufale del web e realtà qual è la situazione attuale? 

«Noi lo diciamo dal ’90: la situazione è grave. Lo vediamo, ad esempio, negli eventi nazionali: tutti gli anni paghiamo tre miliardi di euro per i disastri determinati dalle alluvioni ma ultimamente anche dal vento forte. Ovviamente questo vale anche a livello mondiale con dimensioni e intensità più marcate in alcune aree, meno in altre. Il cambiamento del clima è evidente, misurato»

Qual è il vero nodo sul tavolo di Parigi?

«Il problema è che non si risolve il cambiamento del clima se non si va verso un’economia diversa, che non sia petrolio-dipendente: questo è il punto centrale della Conferenza di Parigi. Purtroppo, temo che anche a Parigi non andremo verso questa direzione. Si continua a operare il taglio di emissioni di gas ma se non si supera la produzione e il consumo di petrolio non si va molto lontano. Oggi il 40 per cento delle emissioni sono dovute al trasporto delle merci. Finchè le merci continueranno a percorrere milioni di chilometri, le emissioni non diminuiranno»

Concretamente, si può superare il petrolio?

«Assolutamente sì. Certamente non in due anni ma lo si deve fare; anche perchè siamo in una fase in cui il petrolio sta diminuendo e prima o poi saremo costretti a farlo. Io propongo di avviarsi verso un’economia sempre meno incentrata sulla produzione e consumo di petrolio; un’economia più locale in cui si rilanci il manifatturiero locale e che sia più sostenibile, con produzioni realizzate con materie prime di tipo naturale. Sono stato relatore a Copenaghen e il nostro Istituto ha portato un documento che va verso il superamento del petrolio ma non è stato particolarmente sostenuto, anche nella documentazione attuale»

Il cambiamento climatico finirà per incidere anche sull’approvvigionamento di cibo?

«Le do un dato che parla da solo: noi abbiamo duemila metri quadrati di terra a disposizione. La crisi è globale e dentro ci sono altre crisi, quella del clima, quella finanziaria. Stiamo vivendo una crisi fatta di tante crisi e se non si risolvono insieme, il problema del cambiamento climatico resterà irrisolto»

Quanto tempo abbiamo?

«Poco, venti anni»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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