Morti per inquinamento. Cosa c’è dietro il primato della Pianura Padana

01 dicembre 2015 ore 16:16, Luca Lippi
Morti per inquinamento. Cosa c’è dietro il primato della Pianura Padana
Ha fatto piuttosto scalpore il dato evidenziato dall’AEA (Agenzia Europea Ambiente) che ha reso pubblico un rapporto sull'analisi a scala continentale dei livelli dei principali inquinanti presenti nell'aria. L'Italia, al primo posto nella classifica di decessi per inquinamento, nel 2012 ha registrato (stimato) 84mila 400 morti ; il tutto su un totale di 491mila stimati a livello di Unione Europea. Causa del triste primato sono le polveri sottili, classificate in sintesi in PM10 (quelle più grezze) e PM2.5 (classificate come ultrasottili). Le particelle PM2.5 sono quelle particelle con diametro inferiore a 2.5 micron e quindi in grado di raggiungere agevolmente gli alveoli polmonari, la porzione più "nascosta" dei nostri organi respiratori, direttamente in connessione col flusso sanguigno. E' proprio il PM2.5 ad arrecare i maggiori problemi e di conseguenza i maggiori tassi di mortalità.  Di tutto il territorio nazionale (parliamo dell’Italia ovviamente)  la Pianura Padana è l’area con la maggiore concentrazione di inquinamento e di conseguenza col più alto tasso di mortalità per gli effetti dell’inquinamento, qundi rispetto al resto del Paese possiamo definirla una vera e propria anomalia, ma di anomalia non si tratta giacché esiste la spiegazione.

Il problema della Valpadana è legato a due fattori che, sommati, creano un quadro drammatico per quanto riguarda i tassi di inquinamento: 
- Elevatissima urbanizzazione, con conseguente immissione in atmosfera di un gran numero e quantità di inquinanti.
- Scarso ricambio d'aria (a causa delle Alpi) e netta stratificazione verticale della bassa atmosfera. Questa stratificazione si verifica soprattutto in Inverno, stagione nella quale in regime di alta pressione tutti gli inquinanti rimangono intrappolati in poche centinaia di metri, spesso nei primi 500-600m di quota. In queste situazioni le concentrazioni letteralmente si impennano, superando abbondantemente sia le soglie massime consentite sia quelle considerate nocive per la salute umana. 

 A questo non c’è rimedio ovviamente, la concentrazione di inquinanti è più elevata a causa della massiccia presenza di vaste aree industrializzate, ma la concentrazione non è maggiore rispetto ad altre aree metropolitani e ad alta concentrazione industriale nel resto d’Europa come ad esempio Parigi, Londra  o Berlino che pur immettendo in atmosfera molto inquinamento, esso viene "rimescolato" nell'atmosfera grazie alla maggior ventilazione che caratterizza quelle zone, che non sono racchiuse in un catino da montagne alte 4000 metri come le Alpi. Quindi la Pianura Padana subisce non tanto conseguenze oggettive di natura meccanica, ma soprattutto è destinata a subire le limitazioni metereologiche e morfologiche verso le quali l’uomo non può nulla se non cercare attenuare le emissioni di piombo nell’aria con politiche mirate alla sanificazione degli impianti, di razionalizzazione del traffico urbano metropolitano. La Pianura Padana è l’area geografica con la maggiore concentrazione industriale in tutta Europa, nello specifico proprio la vicinanza delle Alpi con le loro sorgenti e i corsi d’acqua hanno favorito lo sviluppo industriale che ne caratterizza la vocazione industriale, tuttavia, come succede nella zona della Rhur in Germania anche la valle del Po non sfugge suo malgrado al destino di zona ad altissima concentrazione di agenti inquinanti.

autore / Luca Lippi
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