Ancona, Bruzzone: "Non vedo alternative a ergastolo. E' pensiero infantile devastante"

01 dicembre 2015 ore 16:18, Lucia Bigozzi
Ancona, Bruzzone: 'Non vedo alternative a ergastolo. E' pensiero infantile devastante'
“Con la nuova accusa di duplice omicidio volontario pluriaggravato, non vedo grandi alternative all’ergastolo”. Così Roberta Bruzzone, criminologa, nell’intervista a Intelligonews commenta il nuovo quadro accusatorio sulla testa di Antonio Tagliata, il diciottenne che ad Ancona uccise la madre della fidanzata minorenne e ferì gravemente il padre. Ieri Fabio Giacconi è morto e per i due ragazzi la situazione si complica.

Fabio Giacconi non ce l’ha fatta. Cosa cambia per Antonio Tagliata e la figlia della vittima?

«Cambia molto. L’accusa per i due giovani si aggrava: da omicidio volontario, diventa duplice omicidio volontario pluriaggravato. Con un simile capo di imputazione, anche se venisse optato per il rito abbreviato non credo vi siano alternative rispetto alla condanna all’ergastolo. Casomai, col rito abbreviato potrebbe essere evitato l’isolamento diurno, ma all’ergastolo se lo becca tutto».

Dalle indagini sono emerse altre novità o particolari indicativi di ciò che accaduto in quella casa?

«Quanto emerso finora conferma il quadro generale, come del resto indica il fatto che per i due fidanzati non sono state revocate le misure di custodia cautelare. Dunque, si prospetta un quadro di concorso da parte della ragazza. Certo, il fatto che sia minorenne potrebbe aiutarla, nel senso che magari potrebbe ottenere una maggiore clemenza sotto il profilo della sentenza, ma il quadro emerso in base ai rilievi dice chiaramente che si è trattato di una mattanza, che i genitori della ragazza non hanno avuto scampo, che non ci sono stati né confronto né colluttazione, bensì si è trattato di una vera e propria esecuzione. Anche in base alle testimonianze emerse, il ragazzo è entrato in casa per fare fuoco; non si è presentato con una scatola di cioccolatini, ma con una pistola calibro 9 con matricola abrasa e 86 proiettili: insomma, non credo possano esserci dubbi su cosa avesse intenzione di fare»

In queste settimane è cambiato, se lo è, il ruolo della ragazza? 

«No, la sua posizione è esattamente quella in contestazione originaria. Certo, lei continua a sostenere di essere estranea al piano criminale ma lui la smentisce e credo che, almeno su questo, Tagliata non menta. Anche perché non si spiegherebbero diversamente una serie di passaggi: dal fatto che entrambi per un periodo hanno vissuto insieme a casa dei genitori di lui, al fatto che sono entrati nell’abitazione dei genitori di lei insieme e insieme ne sono usciti, tentando poi la fuga»

La ragazza è rimasta senza genitori e rischia una condanna pesante. Tutto per un ipotetico no?

«Questo è tipico degli omicidi compiuti da giovani e giovanissimi, nel senso che la prospettiva del domani è completamente assorbita dalla volontà di eliminare l’ostacolo, il problema, per cui tutto quello che è prospettabile come inevitabile conseguenza, viene percepito in maniera lontana e confusa, in maniera chiaramente infantile. Questo duplice omicidio è l’ennesima manifestazione di un pensiero infantile devastante. Della serie: il no non lo tollero e quando ho davanti un ostacolo, un limite, io lo elimino con quello che ho a disposizione. In questo caso, una calibro 9»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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