Gender nelle scuole, Savarese spiega il 4 dicembre: "Dopo un giorno a casa, pronti a nuova piazza"

01 dicembre 2015 ore 17:22, Marco Guerra
Gender nelle scuole, Savarese spiega il 4 dicembre: 'Dopo un giorno a casa, pronti a nuova piazza'
“Dopo l’iniziativa per la libertà educativa nelle scuole siamo pronti a tornare in piazza con tutto il Comitato del 20 giugno”. Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, annuncia ad IntelligoNews il congresso di tutte le sigle che animano il Comitato difendiamo i nostri figli, in vista della ripresa dell’iter parlamentare della legge sulle Unioni Civili. 

Allora Savarese come stanno andando le adesioni all'iniziativa delle lettere al ministero dell’Istruzione? 

«Moltissimi genitori stanno scaricando dal sito di Generazione Famiglia la lettera da mandare al ministero dell’istruzione entro il prossimo 4 dicembre, lettera in cui chiediamo un incontro urgente per parlare direttamente con il ministro di una situazione che secondo noi continua a verificarsi nonostante la manifestazione del 4 giugno, ovvero l’introduzione nelle scuole della teoria del gender, cioè dell’identità sessuale fluida e indefinita già nelle elementari e negli asili».

Ci sono casi che state valutando? 

«L’ultima notizia è la convocazione di tutti i dirigenti scolastici delle elementari e della materne di Bari da parte del tavolo Lgbt del Comune per chiedere di fatto di far entrare nelle scuole alcuni corsi. Per questo chiediamo ai genitori di spedire subito questa lettera». 

Recentemente voi avete avuto un colloqui molto accesso con il presidente della regione Puglia Emiliano, quindi erano preoccupazioni fondate… 

«Sì, questa sorta di assessorato alle politiche Lgbt al Comune di Bari fu voluto nel 2012, quando Emiliano era sindaco del capoluogo pugliese e aderì Rete Ready. Quello che sta succedendo a Bari succederà in tutta la Puglia? I circoli pugliesi vigileranno». 

A chi pone delle perplessità sullo sciopero dei bambini a scuola cosa rispondete? 

«È chiaro che non mandare i figli a scuola non è una scelta contro il singolo istituto, ma un'azione simbolica, un modo per far arrivare l’eco di questo disagio ancora più forte al Ministero e al Governo. E' un segno importante, ma è non forse drammatico il momento che stiamo vivendo per quanto riguarda la libertà educativa della famiglia? In Francia una simile iniziativa ha avuto un’adesione molto forte che ha portato il ministero ad ascolta le rivendicazioni delle famiglie. Noi speriamo che questo possa accadere anche in Italia».

Presto torneranno a riunirsi tutte le realtà che hanno animato il 20 giugno. Perché? 

«Il 12 dicembre all’Auditorium dell’Antonianum a Roma si svolgerà il congresso nazionale del Comitato Difendiamo i nostri figli, comitato di cui generazione famiglia è membro fondatore. Abbiamo l’interesse di dimostrare che questa realtà è andata ingrandendosi in questi mesi, sono nati infatti decine di comitati territoriali che si sono aggiunti altre associazioni strutturate, e il congresso serve a dare vigore a questa campagna specialmente in vista del dibattito sulle unioni civili che riprenderà dopo Natale. Un modo per dire noi ci siamo e continuiamo ad essere contrari a questa legge che sfascia la famiglia e rottama il matrimonio». 

La Cirinnà è ferma con le quattro frecce tra la finanziaria e i vari allarmi sul terrorismo. Secondo lei quando riprenderà il dibattito?

«Il Pd voleva approvare le unioni civili prima entro l’estate, poi entro il 15 ottobre, infine entro Natale. Chi non ricorda i tweet della stessa senatrice Cirinnà “le unioni civili sotto l’albero di Natale”? Cosi non è stato perché con il comitato abbuiamo dato voce in questo anno al popolo che è contrato alla al matrimonio gay che apre alle adozioni per le coppie dello stesso sesso, quindi all’utero in affitto. Dobbiamo continuare su questa linea e dimostrare in modo mediatico che il popolo è contrario a questi disegni di legge sponsorizzati da una minoranza si muove su basi ideologiche. Le unioni civili non fanno il bene dell’Italia e il bene comune. Le persone gay possono essere tutelate senza mettere in dubbio il matrimonio tra un uomo e una donna e che i bambini hanno bisogno di un papà e una mamma».

Quindi siete pronti a nuove manifestazioni di massa? 

«Con il congresso del 12 dicembre riapriremo ufficialmente i lavori di preparazione di una nuova eventuale grande manifestazione di piazza, questo qualora dovessimo vedere che sulle unioni civili Il Pd vuole andare infierendo un colpo grave al bene comune».

La scuola è stata protagonista anche di alcune polemiche sulle celebrazioni del Natale. Voi su questo cosa dite? 

«Sul tema specifico nulla perché non è di nostra competenza, ma in generale posso dire che in questo frangente le famiglie hanno potuto riappropriarsi di un’influenza naturale e positiva sulla scuola che molto spesso gli viene sottratta. Quello che denunciamo da mesi è proprio il fatto che su un tema delicato come la sessualità in tante scuole le famiglie vengono ostracizzate o addirittura si applicano corsi contro la loro volontà. Questo è inaccettabile». 

Quindi la questione del Natale è una cartina di torna sole dell’approccio ideologico di alcune scuole? 

«Certo questo ci dimostra in modo molto chiaro che spesso a secondo di come la pensa chi dirige l’istituto vengono attuate o meno iniziative che non hanno il ben che minimo consenso dei genitori o persino contro la loro espressa volontà. La forma più grave di questo fenomeno è quando riguarda l’educazione affettiva e sessuale dei giovani studenti».
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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