Anoressia, esordio dagli 8 anni e non solo bimbe. E il "Bambin Gesù" si mobilita

01 dicembre 2015 ore 19:26, intelligo
Anoressia, esordio dagli 8 anni e non solo bimbe. E il 'Bambin Gesù' si mobilita
L’anoressia colpisce non solo i giovani, ma anche i giovanissimi. Il dato è preoccupante: l’anoressia nervosa, ad esempio, nel 95 per cento dei casi si manifesta tra i 12 e i 17 anni ma oggi è possibile individuarla anche in età pediatrica, ovvero tra gli 8 e i 9 anni. L’incidenza maggiore della patologia riguarda le femmine ma anche i maschi (ed è questa la novità nella novità), con un rapporto di 9 a 1. Un trend che sarebbe in aumento proprio tra i bambini, secondo l’allarme lanciato dagli esperti. Tra le malattie psichiatriche, l’anoressia è considerata la patologia che fa registrare il più alto tasso di mortalità con percentuali pari all’1,8 per cento in età infantile e il 10 per cento in età adulta. L’altro dato che va pensare è il fatto che tra le persone che soffrono di anoressia, il rischio di morire è tra le 5 e le 10 volte più grande rispetto a quello tra persone della stessa età e dello stesso sesso che non hanno problemi fisici particolari. 

LE CAUSE. Non ce n’è una sola, ma sono molti i fattori che concorrono al manifestarsi dei sintomi dell’anoressia: anzitutto un fattore che indice è rappresentato dalla predisposizione genetica; c’è poi una predisposizione, come dire, caratteriale tipica dei cosiddetti “perfezionisti” e infine una connotazione che spinge il soggetto ad un controllo di sè ossessivo. Dunque, in questi casi la terapia non è né può essere basata solo sull’aspetto nutrizionale; infatti va considerato anche un certo disagio emotivo che si cela nella parte più interiore della persona. Di sintomi e terapie, si occupa da anni una delle eccellenze italiane: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù considerato (a buon diritto) il Centro nazionale di riferimento specializzato nell’individuazione e cura dei disturbi psichiatrici in età pediatrica. Esiste un percorso specifico curato nei minimi dettagli da un team al quale concorrono medici, nutrizionisti, psicologi e psichiatri. E’ anche l’azione integrata di più profili specialistici l’elemento che concorre alla guarigione completa del soggetto, almeno nel cinquanta per cento dei casi, come rilevano gli esperti. E proprio per sensibilizzare genitori e familiari sul tema dell’anoressia il “Bambino Gesù” ha promosso per domani un pomeriggio dedicato all’informazione e alla conoscenza con uno slogan significativo: “Felicemente imperfetta”. All’Auditorium San Paolo (dalle 16,30) è in programma un convegno e un documentario per comprendere meglio e dunque affrontare, i problemi che l’anoressia può determinare in una fascia sempre più ampia di giovanissimi.

LuBi
autore / intelligo
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