Petrolio, Opec: anche con l’intesa il prezzo non si stabilizzerà

01 dicembre 2016 ore 10:38, Luca Lippi
Il meeting Opec a Vienna pare presentarsi come un toccasana nonostante il veto dell’Iran a qualunque imposizione, e allora la domanda è, che accordo sarebbe?
Intanto il prezzo si è alzato, soprattutto sulle dichiarazioni di un delegato dell’Iraq secondo cui una forma di accordo sarà comunque raggiunta oggi a Vienna tra i membri Opec, mentre anche il ministro del petrolio iraniano si è detto abbastanza ottimista nonostante proprio l’Iran si è fino ad ora dimostrato riottoso ad agevolare qualsiasi ‘calmierizzazione’.
A pesare nei giorni scorsi sono stati il primo ministro indonesiano, che non ha celato le sue perplessità sulla riuscita dell’incontro, la Russia, che ha affermato che non parteciperà alla riunione e Iran e Iraq, che non riescono ancora a trovare un compromesso sulle quote. Con presupposti del genere sarà davvero possibile raggiungere un accordo Opec sulla produzione? 
Ecco cosa aspettarsi da Vienna realmente.
Fino ad ora, le continue perdite del prezzo del petrolio sono state determinate sia dalla perplessità sull’efficacia di un accordo Opec sulla produzione, ma più di tutto determinato dai dati provenienti dagli Usa che hanno più volte mostrato giacenze di greggio in costante aumento.
Per quanto riguarda i timori sull’efficacia dell’accordo Opec, i continui nodi emergono dal braccio di ferro per rimovere gli ostacoli continuamente alimentati da disaccordi sulle quote di produzione da tagliare. Arabia Saudita, Iran e Iraq hanno tenuto più e più volte con il fiato sospeso e le loro reticenze a tagliare l’output e hanno ripetutamente spinto in basso il prezzo del petrolio.

Petrolio, Opec: anche con l’intesa il prezzo non si stabilizzerà

A mettere un ulteriore freno al raggiungimento di un accordo Opec è stata anche la Libia che, secondo quanto riportato da Bloomberg, non parteciperà ad eventuali tagli decisi a causa della propria situazione economica, ma c’è da considerare che la Libia è comunque lontanissima da raggiungere i regimi estrattivi antecedenti la rivoluzione, quindi il suo peso sarà importante, ma al momento non è determinante.
A parlare del futuro andamento del prezzo del petrolio, sia con il raggiungimento di un accordo Opec a Vienna, sia senza di esso, è stato Jeffrey Halley, analista di mercato della Oanda. 
Leggiamo da Forexinfo che Halley ha affermato che in mancanza di un accordo Opec sulla produzione nell’incontro di Vienna il prezzo del petrolio scenderà a $30 a barile. Sul fronte opposto, invece, con il raggiungimento di un accordo Opec sulla produzione il prezzo del petrolio si assesterebbe tra i $55 e i $60 dollari al barile.
Anche l’Eia si è interrogata circa il futuro andamento del prezzo del petrolio in caso di raggiungimento di un accordo Opec nel meeting di Vienna. 
L’Agenzia ha affermato che con un accordo sulla produzione il prezzo del petrolio raggiungerà i $60 a barile ma tale rialzo sarà solo momentaneo. 
L’ok di Vienna ad un accordo Opec e il conseguente rally della quotazione potrebbero infatti spingere i produttori di shale oil a pompare ancor più greggio nel mercato mettendo di nuovo sotto pressione il prezzo del petrolio.
Intanto il prezzo del petrolio è risalito, la scorsa settimana, sulla scia dell’ottimismo relativo al raggiungimento di un accordo nel meeting di oggi, ma scivolato nelle ultime ore del 3%, mentre attualmente pare si stia rialzando lievemente. 
Il Brent sta guadagnando l’1,7% e sta viaggiando a quota 47,17$, mentre il prezzo del petrolio Wti è in rialzo dell’1,64% a quota 45,97$.

autore / Luca Lippi
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