Che cosa è il gattopardismo spirituale che il Papa non vuole

01 dicembre 2016 ore 16:21, intelligo
Papa Francesco non vuole il 'gattopardismo spirituale': chi è cade in questa tentazione? Chi dice che tutto cambierà per poi non cambiare nulla. E, nella messa celebrata a Santa Marta, ricorda che dietro le 'resistenze nascoste' si cela il diavolo. L'Adnkronos riporta il discorso di Bergoglio fedelmente. "Queste resistenze nascoste, che tutti abbiamo, di che natura sono? Sempre vengono per fermare un processo di conversione. Sempre! E' fermare, non è lottare contro. No, no! E' stare fermo; sorridere, forse: ma tu non passi. Resistere passivamente, - dice il Papa nell'omelia di cui riferisce Radio Vaticana - nascostamente. Quando c'è un processo di cambiamento in una istituzione, in una famiglia, io sento dire: 'Ma, ci sono resistenze lì. Ma grazie a Dio! Se non ci fossero, la cosa non sarebbe di Dio. Quando ci sono queste resistenze è il diavolo che le semina lì, perché il Signore non vada avanti". "Dire di sì, tutto sì, molto diplomaticamente; ma è 'no, no, no'. Tante parole: 'Sì, sì, sì; cambieremo tutto! Si!', per non cambiare nulla, no? Lì c'è il gattopardismo spirituale: quelli che tutto sì, ma che è tutto no. E' la resistenza delle parole vuote", avverte Bergoglio ricordando che quando ci sono resistenze non bisogna avere paura ma è il momento di chiedere aiuto al Signore riconoscendosi peccatori. 

 "Io vi dirò di non avere paura quando ognuno di voi, ognuno di noi, trova che nel suo cuore ci sono resistenze. Ma dirlo chiaramente al Signore: 'Guarda, Signore, io cerco di coprire questo, di fare questo per non lasciare entrare la tua parola'. E dire questa parola tanto bella, no? 'Signore, con grande forza, soccorrimi. La tua grazia vinca le resistenze del peccato'. Le resistenze sono sempre un frutto del peccato originale che noi portiamo. E' brutto avere resistenze? No, è bello! Il brutto è prenderla come difesa dalla grazia del Signore. Avere resistenze è normale; è dire 'Sono peccatore, aiutami Signore!'. Prepariamoci con questa riflessione al prossimo Natale", dice il Pontefice. 
autore / intelligo
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