Sesso meglio senza bisturi, la chirurgia al pene non dà la felicità

01 dicembre 2016 ore 16:51, Americo Mascarucci
Non sempre il bisturi può essere l'arma più efficace per risolvere i problemi legati al sesso o per rimuovere ostacoli nello svolgimento delle prestazioni sessuali.
Problema che riguarderebbe soprattutto gli uomini
 "La chirurgia genitale non è uguale agli altri tipi di chirurgia, in quanto ha un impatto diretto e determinante sulla sessualità. I riflessi psicologici individuali possono influenzare molto il risultato di un intervento di questo tipo". 
Sesso meglio senza bisturi, la chirurgia al pene non dà la felicità
A sottolinearlo è il sessuologo Franco Avenia, vicepresidente della Fiss (Federazione italiana di sessuologia scientifica) come riporta il sito WeteoWeb .
Non sempre infatti il risultato dell'intervento è in linea con le aspettative del paziente.
"Uno dei principali motivi d’insoddisfazione – spiega Avenia – è costituito dalla non realizzazione delle aspettative, che possono essere sovradimensionate o distorte perché non chiarite bene prima dell’intervento. Una protesi del pene, per esempio, non è una capsula dentaria: chiarire bene prima a cosa si va incontro dopo l’intervento è la chiave per fare in modo che l’uomo recuperi la propria soddisfazione sessuale".

Spesso e volentieri il paziente si rivela insoddisfatto al punto da ottenere l'effetto contrario, ossia la mancata efficienza delle prestazioni sessuali pur essendo guarito.
"La non accettazione della guarigione è un altro caso, ed è anche abbastanza frequente – riferisce il sessuologo – La perdita del ruolo del malato corrisponde spesso a una perdita di potere o di centralità nella coppia o nella famiglia. Ciò può provocare uno spostamento del sintomo, solitamente di carattere sessuale, o addirittura la sua ‘conservazione’. In pratica si verifica una dinamica intrapsichica, per cui il sintomo viene considerato una punizione per una colpa commessa, per esempio tradimento, rapporti omosessuali o a pagamento, e il paziente pensa di meritare tale punizione anche dopo la chirurgia, che invece il problema fisico l’ha risolto".
Secondo uno studio del 2005 che ha valutato oltre 2.000 interventi di inserimento di protesi al pene, se l’efficacia risulta molto alta, ben il 97%, grazie alla qualità delle tecniche chirurgiche e delle protesi, la percezione del miglioramento della qualità di vita varia dallo 0% al 95%”.
"Ecco perché è importante – sottolinea Avenia all’Adnkronos Salute – conoscere i motivi soggettivi d’insoddisfazione che possono insorgere dopo la chirurgia genitale. Perché anche se l’intervento riesce perfettamente, non è detto che l’uomo superi automaticamente il problema che l’ha portato a ricorrere al bisturi. Il pene malformato può non essere dimenticato dopo la correzione chirurgica. Allo stesso modo, per molte persone con fimosi congenite – una strozzatura della pelle del prepuzio che non consente di scoprire il glande e porta a perdere l’erezione dolorosa a causa della trazione dolorosa della pelle – dopo la correzione chirurgica è possibile che l’erezione seguiti a bloccarsi allo stesso punto, anche senza dolore. Il cervello non ha dimenticato", avverte l’esperto.

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