Le parole della settimana. Palle, gabbiani, FCA

01 febbraio 2014 ore 11:39, Paolo Pivetti
Le parole della settimana. Palle, gabbiani, FCA
Palle, argomento sempre d’attualità in politica. Oggi la conferma arriva da Giovanni Toti, neo consigliere di Forza Italia che nel suo debutto a Porta a Porta ci consegna un: “Renzi ha dimostrato di avere le palle.” Il neo segretario PD ora è laureato. L’importante riconoscimento lo equipara al suo collega di partito e presidente del Consiglio Enrico Letta, che qualche mese fa era stato insignito del prestigioso titolo da uno scoppiettante giornalista dell’Irish Times: “Sa che in Europa dicono che lei ha le palle d’acciaio?” Le parole della politica si fanno sempre più libere. E qui il pensiero non può non andare al vero liberatore del linguaggio politico dai vincoli della decenza e del buon senso. Sui libri di storia un giorno sarà scritto, dopo gli ormai remoti Vae victis di Brenno, Alea iacta est di Giulio Cesare, Obbedisco di Garibaldi, Vincere di Mussolini, Proletari di tutto il mondo unitevi di Marx e Engels, quello che è diventato il vero grido della modernità, che ci redime dagli insopportabili vincoli del vivere civile: Vaffanculo! E con esso non potrà non entrare nell’empireo dei Grandi il suo profetico inventore. E già si affacciano alla ribalta gli epigoni: forti di una giovinezza tanto inesperta da apparire primordiale, ricchi di noncurante baldanza, eccoli indirizzare nientemeno che al Presidente della Repubblica, l’epìteto ben scolpito di Boia. L’ultimo limite di un’odiata ragionevolezza è finalmente varcato. E per dare maggior forza alla loro ragione, gli audaci si apprestano a presentare una formale richiesta di impeachment del Capo dello Stato. Impeachment: magica parola presa pari pari dall’inglese, che significa messa in stato d’accusa, dal verbo to impeach. Il dado, questa volta, è davvero tratto? Sarà un’impressione, ma pare che i gabbiani stiano trasformando Roma nel set di un thriller di Hitchcock. Si stima che sulla Città Eterna volino non meno di cinquantamila voraci esemplari, che nulla hanno a che vedere con quel Gabbiano Jonathan Livingstone che fu lettura edificante di una quarantina d’anni fa. I gabbiani di oggi piombano sulla preda, sia essa un uccellino, un piccione o un panino che qualche distratto viandante sta addentando lungo il Tevere, e poi se la contendono in sanguinosi duelli aerei. Ne è stata vittima qualche giorno fa persino la colomba del Papa, attaccata senza pietà sotto gli occhi di un’intera piazza san Pietro. Sarà un segno? Fiat addio. Ora la nuova società si chiamerà Fiat Chrysler Automobiles, che tradotto in acronimo fa FCA. Sede legale ad Amsterdam, sede fiscale a Londra, quotazione alla borsa di New York, oltre che a Milano. Ma a parte tutte queste novità, che già di per sé sono piuttosto sconvolgenti, non potevano trovare un nome con delle iniziali migliori? Provate a pronunciarle di seguito...  
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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