Facebook e Instagram sfidano le lobby: basta vendita di armi tra privati

01 febbraio 2016 ore 14:57, Andrea De Angelis
La lotta alle armi la fa anche il mondo dei social e poco importa che stiamo parlando di una delle maggiori aziende americane in un Paese dove la Costituzione prevede che i cittadini possano, diciamo così, essere armati. La battaglia, come noto, è annosa ed è uno dei punti più delicati dell'era Obama. 

La responsabile di prodotto Monika Bickert ha dato l’annuncio: "Da oggi su Facebook e su Instagram sarà vietata la vendita di armi da fuoco tra privati". A denunciare l’esistenza di centinaia di profili utilizzati per il commercio di armi, tra i primi, era stato il sito tech statunitense VentureBeat. Poi erano arrivate le petizioni online sulla piattaforma Change
Per parecchio tempo Facebook si è trincerato dietro leads policy (le regole per i banner pubblicitari): "Non permettiamo di pubblicizzare droghe, tabacco, farmaci, armi e altri prodotti per adulti», era la posizione ufficiale. Quello che poi gli utenti facevano (e vendevano) sulle loro pagine non era affare del social network più noto del mondo. 
Per acquistare un'arma, del resto, bastava davvero poco, diciamo circa un quarto d'ora. In vendita, a colpi di clic potevano essere facilmente reperibili. Dunque una vera e propria rivoluzione quella che Facebook ha deciso e che coincide non a caso con le nuove decisioni prese dalla Casa Bianca.
Facebook e Instagram sfidano le lobby: basta vendita di armi tra privati
Proprio all'inizio dello scorso mese il presidente statunitense Obama ha varato un provvedimento in 10 punti per limitare l'uso delle armi negli Usa. Esso è incentrato sul potenziamento dei controlli cosiddetti di background, ovvero sul passato di chiede di acquistare un’arma, affiancati da un impegno consistente per affrontare il problema anche in tema di salute mentale. Si mira a costringere molti venditori privati di armi a registrarsi per essere allo stesso livello dei commercianti che hanno una licenza federale. Attualmente le vendite di armi tra privati non prevedono una revisione dei casellari giudiziari e un controllo sulla salute mentale del compratore.
Obama ha chiesto al Congresso di disporre un finanziamento pari a 500 milioni di dollari per affrontare il problema anche sul piano della salute mentale. Sembra una risposta a chi sottolinea come in gran parte delle numerose stragi americane le armi vengano usate da persone affette da disturbi mentali. Il presidente chiede anche ai dipartimenti di Difesa, Giustizia e Sicurezza Interna di condurre,sostenere e sponsorizzare la ricerca in ambito di tecnologia per la sicurezza delle armi.

Venendo a Zuckerberg, bisogna dire che la coraggiosa scelta arriva al termine di un anno trionfale, basti pensare che nel quarto trimestre dello scorso anno l’utile netto di Facebook ha superato il miliardo di dollari con ricavi in aumento del 52%. Mark Zuckerberg commenta: “Il 2015 stato un grande anno. I nostri utenti sono aumentati. Continuiamo a investire nel miglioramento dei servizi offerti alla nostra clientela e a connettere il mondo”.
Sull'intero anno i ricavi si sono attestati a 17,928 miliardi di dollari (+43%). Gli utili hanno superato per la prima volta, a livello trimestrale, il miliardo di dollari, fermandosi a 1,562 miliardi, un risultato più che doppio rispetto ai 701 milioni di dollari dell'ultimo trimestre 2014. L'utile per azione è pari a 0,54 dollari in crescita da 0,25 dello stesso trimestre dell'esercizio precedente. Al netto di ammortamenti e asset intangibili l'utile per azione si è attestato a 0,79 dollari, oltre le attese degli analisti che stimavano in media un risultato inferiore di dieci centesimi. Gli utenti attivi sono cresciuti del 17% nel dicembre 2015 rispetto al dicembre 2014 e hanno sperato il miliardo di unità (1,04 miliardi)
Senza dimenticare poi che in Facebook a produrre reddito si sono aggiunti anche Instagram, i cui utenti hanno superato i 400 milioni e Whatsapp e le tecnologie di realtà virtuale come Oculus. 

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