Da domani fumare in Italia sarà più difficile. Grazie o per colpa della nuova legge

01 febbraio 2016 ore 9:06, Andrea De Angelis
Il decreto era stato approvato ad ottobre ed entrerà in vigore da domani, martedì 2 febbraio. Una piccola, significativa rivoluzione per quanto riguarda il problema del tabagismo in Italia che arriva undici anni dopo il divieto di fumo nei locali pubblici. Quella sì che fu un'autentica rivoluzione, basti pensare a cosa accade quando oggi fumatori e non si ritrovano a fumare in un luogo chiuso: la nebbia tossica, alla quale ci eravamo abituati, sembra davvero un qualcosa di strano e distante anni luce. Quando invece, come detto, era la norma fino alla fine del 2004. 

Cosa cambierà adesso? Da maggio testo e immagini forti compariranno sulle confezioni di sigarette, tabacco da arrotolare e tabacco per pipa ad acqua. Occuperanno il 65% (a differenza del 30-40% attuale) del fronte e del retro delle confezioni. Messaggi choc, con tanto di numero verde (800.554.088) per smettere di fumare.
Il divieto di fumo sarà esteso anche alle automobili se negli abitacoli sono presenti donne in gravidanza e bambini. Non si potrà fumare neanche all’esterno di ospedali pediatrici. Inoltre in caso di vendita di tabacco a minori scatta la revoca della licenza. Massima attenzione poi anche ai traffici di tabacco illegali, una battaglia annosa che vede dunque scrivere l'ennesimo capitolo. Da non dimenticare, infine, le multe per i fumatori "post-fumo". Secondo il decreto sulla Green Economy, approvato a dicembre, ci saranno sanzioni per chi getta una sigaretta a terra con multe fino a 300 euro
Ma qual è la situazione nello Stivale? A dircelo è stata l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), che ha colto lo scorso ottobre l’occasione del suo XVII Congresso nazionale per presentare al pubblico la nuova campagna anti-fumo che avrà protagonisti proprio i ragazzi più giovani, nella fascia d’età tra gli 11 e i 14 anni.
 
Da domani fumare in Italia sarà più difficile. Grazie o per colpa della nuova legge
In Italia l’età media alla quale si accende la prima sigaretta è 17,9 anni, e sono molti i giovanissimi che iniziano a fumare anche prima dei 13 anni. L’iniziativa iniziata lo scorso mese intende coinvolgere direttamente 100 scuole medie inferiori, dove saranno tenute lezioni frontali che coinvolgeranno anche testimonial del mondo dello sport e dello spettacolo. Il luogo scelto è proprio per la scuola per più di un motivo. Da un lato, infatti, è a scuola che devono essere educati e informati i cittadini del futuro, dall'altro è proprio lì che spesso si accende per la prima volta una sigaretta.
Nonostante anni di campagne informative sui danni associati al consumo di tabacco a fumare sono ancora 10,9 milioni italiani. E se un tempo la percentuale di fumatori superava di gran lunga quella di fumatrici, oggi la distanza tra i due sessi si è significativamente ridotta, passando dal 58,8 al 4,2% e portando a un deciso aumento (+36%) dei casi di tumore al polmone nella popolazione femminile.
In Italia ad accendere le sigarette sono 6,3 milioni di uomini e 4,6 di donne. Inoltre, secondo alcune ricerche, smettono di fumare più facilmente gli uomini rispetto alle donne. Insomma, le bionde non piacciono solo agli uomini, anzi sempre meno visto che anche il calo dei fumatori ha fatto registrare percentuali più alte per quanto riguarda il sesso maschile

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha da tempo inserito il fumo nella liste delle sostanze cancerogene e in Italia la sigaretta è la causa di oltre centomila nuovi casi di cancro. In particolare dell’85% dei neoplasia ai polmoni, il 75% alla laringite e alla faringite e il 25% dei tumori al pancreas. Nel mirino anche per vescica e reni, due tra i tumori più fatali per gli uomini. 
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