Inter, addio scudetto e Mancini risponde ai finocchi con il dito medio

01 febbraio 2016 ore 9:26, Andrea De Angelis
L'Inter non va. La squadra ha raccolto cinque punti nelle ultime sei partite, perdendone dieci rispettivamente da Juventus (era a meno tre) e Napoli (distante un punto). La squadra nerazzurra, scavalcata anche dalla Fiorentina, vede ora avvicinarsi la Roma (distante solo tre lunghezze) e lo stesso Milan, ora a cinque punti. La sconfitta nel derby di ieri non è solo drammatica per il risultato (un 3-0 all'ombra della Madonnina, si sa, è cosa rara), ma anche per la classifica. 

La parola scudetto, pronunciata troppo facilmente alla Pinetina fino a dicembre, è ora una bestemmia. Le lodi a Mancini sono evaporate come l'acqua nelle piante e la pazienza dei tifosi è finita. Disposti a soffrire sì, ma non a perdere. Anche Handanovic sembra aver scaricato le pile, lui che in più occasioni era riuscito a salvare la squadra. 
Sono i numeri, del resto, a parlare chiaro. L'Inter ha realizzato 26 reti, praticamente la metà del Napoli (50 dopo la cinquina di ieri all'Empoli). Non ha un bomber, Icardi è impalpabile e due acquisti eccellenti come quelli di Jovetic (attesissimo) e Kondogbia (costosissimo) passano più tempo in panchina che sul rettangolo di gioco. C'è poi il capitolo terzini: tolti Miranda e Murillo, non si sa praticamente mai chi giocherà sulle fasce. E anche in mezzo le sorprese sono spesso dietro l'angolo. Insomma, la confusione sembra regnare sovrana e i gol non arrivano. Del resto Eder non è Higuain e pensare di risolvere tutti i problemi con lui è semplicemente impensabile. Insomma, il futuro per i nerazzurri è più nero che altro, salvo sperare in una ripresa legata agli impegni europei delle altre squadre che la precedono e seguono (vedi Roma). 

Inter, addio scudetto e Mancini risponde ai finocchi con il dito medio
A far discutere è anche l'espulsione di Mancini, arrivata nell'ultimo giorno di un mese di gennaio che sarà ricordato soprattutto per l'espulsione con Sarri. Questa volta le proteste con l'arbitro hanno deciso il rosso, ma a finire nel mirino della rete è quel dito medio alzato verso le tribune al momento dell'uscita dal campo. "L'ho fatto a otto tifosi che mi avevano insultato, quando faccio le cose lo dico. Ho preso degli insulti e in un momento così l'ho fatto", ha detto il tecnico che poi ha chiesto scusa anche attraverso i social. Secondo alcune testate sarebbero stati lanciati anche dei finocchi verso l'allenatore, una versione questa però non chiarita dalle immagini. Probabile dunque che Mancini dovrà saltare la prossima gara, quella in cui la squadra ospiterà il Chievo. 
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