Scenari apocalittici: dai ghiacciai sciolti alla plastica fino agli anfibi sulla terra

01 febbraio 2016 ore 9:58, Americo Mascarucci
Scioglimento dei ghiacciai, plastica negli Oceani destinata a soccombere i pesci, e adesso gli anfibi che si trasferiscono sulla terra ferma.
L’ennesimo scenario apocalittico che gli scienziati evidenziano come conseguenza del surriscaldamento globale. 
Uno studio dell'università di Firenze condotto sulla popolazione dei granchi del Mar Tirreno e pubblicato sulla rivista Nature spiega come il surriscaldamento dei mari stia spingendo di fatto le specie che vivono fra il mare e la terraferma e stanziarsi sempre di più su quest’ultima abbandonando le acque. I granchi presi in esame appartengono alla specie comune pachygrapsus marmoratus, raccolti a Calafuria (Livorno). Lo studio è stato effettuato con la collaborazione dei colleghi dell’Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research, il più autorevole istituto per lo studio dei cambiamenti climatici in Europa,

Scenari apocalittici: dai ghiacciai sciolti alla plastica fino agli anfibi sulla terra
Le specie anfibie secondo lo studio non riuscirebbero più a respirare nel mare a causa della carenza di ossigeno provocata dal surriscaldamento. "I granchi ci permettono di capire come possa essere avvenuto uno dei passaggi evolutivi più importanti della storia, che ha portato all'evoluzione delle specie terrestri - ha spiegato lo zoologo Stefano Cannicci - Abbiamo dimostrato per la prima volta che l'innalzarsi delle temperature delle acque oceaniche guida un processo evolutivo importante come quello della colonizzazione delle terre emerse". 
Più terrestri dunque e sempre meno marini, questo in pratica il risultato dello studio che tuttavia lancia l'allarme sull'ennesimo rischio di "danno ambientale" 
E dunque non soltanto ghiacciai sempre più a rischio ma anche stravolgimento dell’ecosistema marino. Sarebbe questa un’altra drastica conseguenza del surriscaldamento del pianeta che produrrebbe i suoi effetti anche nei mari fino a compromettere l’equilibrio naturale e a costringere intere specie a lasciare le acque per impiantarsi stabilmente sulla terraferma. Insomma alla fine nei mari, fra gli anfibi che scappano e i pesci che muoiono a causa dell’eccessiva quantità di plastica si rischia di creare un vero e proprio deserto acquatico. Scenario apocalittico, ma a questo punto non certamente del tutto infondato. 

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