Unioni gay, il sesso tira sempre: la pubblicità è nelle provocazioni di Ikea & Co.

01 febbraio 2016 ore 10:12, Marta Moriconi
Quanto fanno business le unioni civili. Eh sì, non potrebbe spiegarsi diversamente la scelte di molte aziende commerciali che proprio in concomitanza col Family Day hanno deciso di schierarsi per le unioni civili e ogni tipo di famiglia.
Le leggi del mercato seguono sempre il sesso e soggiacciono sempre al nuovo mercato che vede negli Lbgt il futuro dei consumatori più consumatori, evidentemente. E l'assunto non è sbagliato, se si pensa che le famiglie spesso hanno 4 elementi a casa e lì si stringe più la cinghia. Ma chi vuole fare affari con loro? La lista è lunga. Trascurando il "cambio di casacca" di Dolce e Gabbana, che sono passati dal parlare di bambini figli della chimica a stampare sulle magliette immagini di famiglie composte da padre e padre e figlio e viceversa, sono d'accordo con la "Cirinnà" i saponi Lush, Ikea e la Coop. 
Unioni gay, il sesso tira sempre: la pubblicità è nelle provocazioni di Ikea & Co.
Il messaggio? E' a noi piacciono, basta che son consumatori!
Scherziamo, ovviamente il senso che vogliono trasmettere è quello di una battaglia anti-omofobia. E in questo i social aiutano. Per esempio, basta controllare il successo dell'hastag su twitter (#IkeaFamilyDay) dove i partecipanti  "al bacio nel negozio di mobili", con tanto di critiche che non mancano, ma che evidentemente fanno parte di quel mondo che interessa meno a quel mercato. 
Si chiama lobby? Si chiama interessi? Si chiama pensiero del Nord Europa? Non è importante. 
Conta che di quella signore del Family Day di Pisa che vuole riconsegnare la tessera, sembra non importare niente all'azienda. Conta che contro ogni legge di mercato, un'impresa si schieri con tanto di slogan discutibile, e non certo da parte di una minoranza. “Per fare una famiglia non c’è bisogno di istruzioni”? Beh, forse trascurano il fatto che di solito è il maschio a montare l'armadio e che la donna, si dedica a comprare più l'arredamento leggero e i suppellettili. Ma questo non conta, anche perché tutto è fluido, tutto sta cambiando. Anche i mobili. A quando quelli arcobaleno? 
E per la Coop, se davvero “qualunque sia la tua famiglia la Coop sei tu”, perché non mettere invece delle mele foto reali di famiglie composte da padri e padri e figli? Troppo forte come immagine? 

La maggioranza degli italiani, non più tanto silenziosa, guarda e... giudicherà. 

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