La celiachia è una cosa seria, aumentano i malati ma attenti alle paranoie

01 febbraio 2016 ore 10:25, Lucia Bigozzi
I celiaci sono sempre di più. I dati parlano di una percentuale che supera il 15 per cento in due anni. Lo dice la Relazione annuale al Parlamento redatta dal ministero della Salute. Più donne celiache che uomini. Fin qui, in estrema sintesi, la radiografia delle persone che scoprono di dover fare i conti con la malattia autoimmune per la quale, almeno finora, la scienza non ha individuato la soluzione definitiva e la cosa migliore – e più efficace da fare – è gestirla con una corretta alimentazione priva di glutine. Se i dati, dunque, registrano un incremento dei celiaci, è altrettanto vero che non tutti i sintomi possono portare alla malattia e non sempre accade che se una persona è intollerante ad un elemento ed ad un alimento, significa che automaticamente è celiaco. Gli esperti infatti raccomandano prudenza e attenzione perché, spesso, il malessere che si avverte può essere una semplice intolleranza alimentare a un determinato fattore, escludendo il quale il problema può trovare una efficace soluzione senza per questo rientrare nella casistica delle persone che, invece, manifestano tutte le caratteristiche patologiche della malattia vera e propria. Ma quali sono i sintomi della celiachia?

La celiachia è una cosa seria, aumentano i malati ma attenti alle paranoie
Il dossier del ministero della Salute ne individua e seleziona 19, alla base della tabella sintomatologica. In testa, ci sono i disturbi intestinali – ma attenzione, anche in questo caso devono essere cronici e non sporadici -, oltre alla manifestazione di noiosissime  afte in bocca, orticaria, disturbi della fertilità e carenza di ferro nell’organismo. Ovviamente, per capire che siamo in presenza di celiachia vera e propria, è fondamentale la diagnosi e le verifiche cliniche del caso. In questo campo, si va dalle analisi del sangue fino a quello del dna. Anche se, l’incognita di questa malattia, come segnalano gli specialisti dell’Associazione italiana Celiachia, la patologia di per sé è contrassegnata da “un quadro clinico variabilissimo”. Colpisce soprattutto l’intestino tenue. Il glutine è l’elemento scatenante, perché se un celiaco lo ingerisce, questo provoca l’attivazione del sistema immunitario che però, provoca conseguenze negative agendo sui villi intestinali e determinando il mancato assorbimento delle sostanze fondamentali per la nutrizione. Un dato, almeno fino ad oggi sembra certo: dalla celiachia non si guarisce e per questo diventa fondamentale la gestione della patologia attraverso una corretta dieta alimentare. Ma attenzione, non sempre un’intolleranza alimentare è o porta alla celiachia. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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