Family Day, Blondet: "Il degrado morale e mentale procederà per obbligo internazionale"

01 febbraio 2016 ore 11:33, Marta Moriconi
La piazza del Family Day, la grande mobilitazione contro il Ddl Cirinnà avvenuta il 30 gennaio al Circo Massimo, è già stata commentata. Per molti si è trattato di u
na "piazza contro", per altri della più grande manifestazione della storia moderna. Mentre i cattolici sui social già accusano "linciaggi mediatici", quelli legati all'associazionismo Lgbt puntano sul contestarne i numeri (si è trattato di 2 milioni di persone per gli organizzatori). IntelligoNews ha contattato una penna giornalistica senza peli sulla lingua, Maurizio Blondet, e a chiesto a lui di raccontare l'oggi e il domani del Circo Massimo.

Blondet, la piazza c'è stata e il Circo Massimo era pieno. Dalla sinistra più radicale è arrivata un'accusa precisa: è stata una manifestazione reazionaria di massa. Cosa ne pensa? E' così?

"Il clima di demonizzazione è l'arte di oggi. Il punto che loro mettono sul piatto non è la differenza tra vero o falso,
Family Day, Blondet: 'Il degrado morale e mentale procederà per obbligo internazionale'
sbagliato o giusto, ma tra nuovo e vecchio. Quando tu dici che una manifestazione è vecchia e reazionaria, puoi anche esimerti dallo spiegare perché non va bene. E' una forma di psico-polizia che è in atto in questo Paese e in tutta Europa".

Sarà una piazza che da oggi verrà all'angolo a livello mediatico? I cattolico già vedono una certa sollecitudine al discredito...

"E' ancora peggio. Oggi ho sentito Oscar Giannino su Radio 24 dire che l'unico vescovo presente a chiedere che vega cambiata la legge ha fatto un'ingerenza nelle cose dello Stato. E' un atteggiamento estremamente ostile, anche perché c'è gente che è venuta da fuori, dalle centrali transnazionali, c'era democraticamente di tutto... E poi l'altro giorno la Slovenia con referendum ha detto no alla legge sulle unioni civili. Dunque non siamo il fanalino di coda d'Europa, direi che stiamo cercando di essere meglio dell'Europa, no?".

In concomitanza con il Family Day, Ikea & Co. hanno proposto iniziative e campagne gay-friendly. Perché? Al mercato piacciono le unioni civili?
"Siccome c'è il linciaggio, dal Mulino Bianco in giù l'abbiamo visto, la psico-polizia lo prepara sempre per chi non si dichiara a favore di queste unioni. Alle aziende non importa assolutamente niente, e c'è da dire che non tanti omosessuali si fanno la famiglia, quindi all'Ikea cosa gliene frega? E' una questione di immagine, bisogna essere gay-friendly. A me sembra tutto molto stupido, se devo dire la verità". 

Dopo il Family Day, Zanda parla di "Stato laico" che prenderà in considerazione entrambe le piazze e pare che le modifiche saranno minime. Sarà così?

"Tanto tra un anno voi in Italia voi donne avrete tutte il chador. Il minor male sarebbe una legge ripulita degli aspetti peggiori, nozze gay e bambini ai gay. Dopo di che il degrado morale e mentale procede per obbligo internazionale. Non è che mi aspetto molto. Mi pare di ricordare che il presidente della Repubblica abbia espresso qualche riserva, magari è stata proprio la piazza a incoraggiarlo. Se ne facciano una ragione: c'è la normalità, con grande rabbia degli altri, e dice pure che no, non è normale concedere le nozze gay".

La Chiesa era presente...

"La Chiesa è stata assente! E la piazza per me è stata contro il Vaticano. Il Papa non ha parlato mai del Family Day, sull'Osservatore neanche è stata scritta una riga sollevando numerose polemiche... Evidentemente i salotti profumati sono meglio del popolo che odora di pecore, che è detestabile. E poi si sa. A Bergoglio piacciono molto gli atei non devoti come Scalfari, chiaro nemico del cattolicesimo". 

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