Adinolfi: "Vergognoso: media Vs Family Day. In Rai intervengano Campo Dall’Orto e Maggioni"

01 febbraio 2016 ore 13:37, Lucia Bigozzi
“Contro il Family Day campagna mediatica vergognosa ovunque, dalla Rai alla tv commerciale. Si interroghino e intervengano Campo Dall’Orto e la Maggioni”. “Zanda? Lui ha giurato sulla Costituzione che riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”. “Il 30 gennaio 2016 resterà nella storia perché un popolo per decenni scomparso dalla scena pubblica o considerato irrilevante, è tornato a prendersi il suo ruolo determinante per la costruzione del bene comune”. A due giorni dal Family Day, Mario Adinolfi, direttore de La Croce ed esponente del Comitato Difendiamo i nostri figli, denuncia a Intelligonews: “Dall’insulto ciccionofobo della Littizzetto sulla Rai al servizio delle Iene alla manganellata a Costanza Miriano chiamata a un dibattito e una contro cinque …”.
 
 Seguendo i talk nel dopo-Family Day ha la percezione che sia partita una campagna mediatica di contrattacco?

«Io l’ho scritto su La Croce dopo aver visto una serata in cui c’è stato l’insulto ciccionofobo di Luciana Littizzetto, l’operazione di Fabio Fazio contro il Family Day, la trasmissione Rai Presa Diretta con l’ideologia del gender propagandata in maniera vergognosa, il servizio delle Iene contro il Family Day, una vera e propria manganellata a Costanza Miriano in un dibattito uno contro cinque, le mille trasmissioni radiofoniche e televisive in cui è tutto evidente. Si è passati dalla fase in cui si cercava di ignorare l’esistenza del popolo che avrebbe dato vita al 30 gennaio al Circo Massimo e poi lo ha fatto, a una fase in cui bisogna bastonare il popolo del 30 gennaio e chi lo rappresenta»

Come rispondere al contrattacco, specie per i cattolici presenti anche sul web?

«Parto da un dato di analisi: è mai possibile che in un dibattito che sta dividendo il Paese sulla questione delle unioni civili, tutti i conduttori di tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive ci tengano a introdurre il confronto tra una persona favorevole e una contraria dichiarando che loro sono a favore delle unioni civili? E’ mai possibile che tutti quelli che dovrebbero essere arbitri dell’informazione sono schierati da una parte? Non c’è una trasmissioni dove io possa essere ospitato, non dico da un conduttore simpatizzante, ma almeno neutrale? Questo è un punto che interroga anzitutto il direttore generale del servizio pubblico radio-televisivo, il dottor Campo Dall’Orto, il presidente della Rai Monica Maggioni; interroga i direttori di rete, penso in particolare a Giancarlo Leone e Andrea Vianello; interroga anche i vertici della tv commerciale, da Mediaset a La7, dove ormai persino se vai da Barbara D’Urso devi subirti ore di propaganda ideologica a favore del ddl Cirinnà. Questo vulnus all’informazione e anche all’intrattenimento su radio, tv e giornali, è grave perché non tiene conto che il Paese, evidentemente, è attraversato da un divisione netta di cui – va ricordato – il Circo Massimo, quella marea umana che si è riunita sabato a Roma, è solo la punta dell’iceberg»

Concretamente cosa serve per tenere testa alla campagna mediatica contro il Family Day? Cosa devono fare i cattolici che sabato erano a Roma?

«Intanto si agisce chiedendo subito l’intervento di chi ha ruoli di responsabilità nel mondo dell’informazione; poi si va avanti sperando che in particolare sul web e sulla carta stampata si possa avere un dibattito fecondo. Confrontare, a parità di condizioni, i due fronti crea le condizioni perché il dialogo non sia falsato, dopato. Purtroppo, mi rendo conto che tutta la carta stampata è schierata in maniera acritica contro la piazza del Family Day. Ci resta l’oasi del web dove stiamo dando battaglia e dove le argomentazioni possono essere espresse in maniera più articolata e con maggiore calma, per poter permettere una comprensione migliore degli argomenti di tutti»

Cosa risponde a Zanda (Pd) convinto che le piazze sono tutte belle e vanno ascoltate ma poi esiste “il giuramento laico dei parlamentari”?

«Gli ricordo che il giuramento dei parlamentari è sulla Costituzione e la Costituzione all’articolo 29 riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e che il matrimonio, anche per la recente sentenza della Consulta, è tra un uomo e una donna. Dunque, sottolineo le parole di Zanda per ricordargli che deve essere fedele alla Costituzione e non cooperare per l’approvazione di una orrenda legge che trasforma i bambini in oggetti di compravendita; e in più, vìola platealmente gli articoli 29 e seguenti della Costituzione»

C’è chi sostiene che da quella piazza sarebbe stato meglio tenere lontani i politici e che il rischio è che venga in qualche modo “isolata” perché troppo cattolica. Qual è la sua valutazione?

«Non credo affatto. Penso che per decenni il mondo cattolico, inteso nella sua complessità, era sostanzialmente scomparso dalla scena pubblica. Il 30 gennaio 2016 sarà una data ricordata dalla storia perché è tornato a manifestarsi pubblicamente un mondo dato per disperso o comunque considerato irrilevante. Quel mondo, quel popolo è tornato a prendersi il suo ruolo determinante per la costruzione del bene comune»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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