Le parole-chiave della settimana: procedura di infrazione, Ilva, maglia rosa

01 giugno 2013 ore 11:57, Paolo Pivetti
Le parole-chiave della settimana: procedura di infrazione, Ilva, maglia rosa
Parole buone e parole nefaste. Al centro della settimana c’è una notizia bella, anche se fatta di parole astruse: l’Italia esce dalla procedura d’infrazione per extradeficit. Cosa vuol dire?
Vuol dire che rientriamo nella lista degli Stati europei virtuosi. Insomma: l’Italia in Europa torna in serie A. Anche l’arido linguaggio dei burocrati finanziari può riservare momenti di gioia, tanto da indurre il nostro presidente del Consiglio ad elogiare il popolo italiano e i governi che hanno preceduto il suo. Ma è una stagione tempestosa. Dopo questo squarcio di sereno ecco lo schiaffo del vento contrario: la disoccupazione ha raggiunto il 12%. Mai così alta dal 1977. Disperata ricerca di qualche altra buona notizia. Può esserlo il flop di Grillo alle amministrative? Ai posteri l’ardua sentenza. In cerca di altre notizie buone, anche se già dimenticate: la settimana si era aperta in Maglia Rosa. Cioè? Il Giro d’Italia è stato vinto da un italiano, un leale e forte pedalatore di nome Vincenzo Nibali, che ha sbaragliato gli avversari anglosassoni favoriti dal pronostico. Ma no! Sì; e se fossimo in altri tempi, quando il Giro era il Giro, la notizia avrebbe avuto ben altro rilievo; comunque accontentiamoci. Restiamo allo sport: anche il calcio questa settimana ci fa pervenire una buona notizia: la finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio si è conclusa senza morti né feriti. Eccellente. E siccome le notizie sono fatte di parole, decisamente questa sembra una settimana di parole buone. Tanto per controbilanciare e non farci dimenticare che ci sono anche notizie e parole nefaste, ecco l’ILVA nel caos per le dimissioni dei vertici a seguito di un maxisequestro di otto miliardi più uno, con la conseguenza di quarantamila posti di lavoro a rischio. Ed ecco, da Oltralpe, un’altra terribile storia: un soldato francese accoltellato alla gola da un magrebino che si è poi dato alla fuga. Passiamo a due preti di strada la cui memoria occupa le cronache e le parole di questa settimana. Preti molto diversi tra loro. Don Andrea Gallo il cui funerale a Genova è stato chiassosamente accompagnato da bandiere rosse, pugni chiusi, “Bella ciao”, intellettuali di sinistra e divi in mostra; e che fosse autenticamente prete ci è garantito dalla presenza, come officiante, del suo cardinale, Angelo Bagnasco. Lo stesso giorno, a Palermo, altro prete, altra storia. Centomila persone in silenzio, raccolte in preghiera per la beatificazione di don Pino Puglisi, martire ammazzato dalla Mafia. Due testimonianze,e stili, due mondi, due preti, tutti e due di strada. Ma come possono appartenere alla stessa Chiesa? Forse perché infinite sono le vie del Signore.
autore / Paolo Pivetti
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