Giornata senza tabacco: Oms in guerra contro il traffico illecito

01 giugno 2015, Marta Moriconi
Giornata senza tabacco: Oms in guerra contro il traffico illecito
Quasi 6 milioni di persone ogni anno muoiono a causa del fumo, 600.000 sono non fumatori attivi, ma passivi. Forse è l'ora di smettere. 

Ma non sono in molti a pensarlo anche perché il fenomeno del tabagismo non tende a diminuire. Il 31 maggio, Giornata Mondiale senza tabacco, potrebbe essere il giorno giusto per cominciare.

Il tema sul tavolo è uno: il traffico illecito di sigarette e di altri prodotti derivati dal tabacco.

L’Oms punta il dito contro questo. E insiste sulla lotta contro il fumo: vuole ridurre del 30% il consumo delle bionde nel 2025. 

Ma non servono video che ritraggono i danni per la salute di chi fuma per smettere. Nè dépliant e opuscoli sul benessere che si ottiene dall'astensione. Forse, avrà pensato l'Oms, meglio concentrarsi sull'allarme "provenienza": una sigaretta ogni dieci è di provenienza illecita. 

E dire prodotti di contrabbando equivale a dire una minaccia per salute, soprattutto dei giovani, che le fumano di più per evitare i costi alti dei quelle di marca.

E se contano le campagne di prevenzione e informazione e le misure che i governi nazionali mettono in atto per disincentivare il consumo di tabacco, conta anche la guerra ai trafficanti che contrastano i lavoro di tutti per la salute dei fumatori.

Intanto fanno riflettere i dati del Ministero della Salute basati sul Rapporto fumo Ossfad-Iss 2014: sono 11,3 milioni i fumatori, ossia il 22% della popolazione. 

E per la prima volta dal 2009 le fumatrici crescono esponenzialmente di più. 

Altro allarme sull’età media della prima sigaretta: più di 7 fumatori su 10 hanno iniziato a fumare tra i 15 e i 20 anni. 


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