Grecia, ora Tsipras attacca a testa bassa "i non eletti dal popolo"

01 giugno 2015, Luca Lippi
Grecia, ora Tsipras attacca a testa bassa 'i non eletti dal popolo'
Tsipras attacca a testa bassa a ridosso della scadenza della rata da 300 milioni che Atene deve al FMI (scadenza 5 giugno).

Le parole sono forti e si lascia andare scagliando la sua rabbia e la sua frustrazione contro chiunque impedisca un intesa e punta il dito contro l’eurogruppo minacciandolo di essere a un bivio, e pretende le decisioni dei leader europei e non delle istituzioni che “non sono elette e non devono rendere conto ai cittadini”.

La reazione di Tsipras deve aver dato una scossa, e per questi motivi è seguita una telefonata nella serata di ieri fra Tsipras, Merkel e Hollande nella quale (lo afferma l’agenzia greca Ana) hanno concordato la necessità di un accordo sul “salvataggio” di Atene, e che questo sia concreto nel più breve tempo possibile.

La riflessione di Alexis Tsipras non è superficiale, egli esprime un concetto generale fondamentale, anche se l’interesse è specifico per le sorti del suo Paese. 

Tsipras afferma che è necessaria una maggiore integrazione europea in un contesto di eguaglianza e solidarietà. La recente diatriba fra il tedesco Volker Kauder (capogruppo Cdu) e il governo ellenico che si rimpallano le responsabilità della soluzione della crisi (Kauder dice che la decisione è nelle mani della Grecia, il governo greco dice che è nelle mani dell’Eurogruppo), ha provocato la reazione di Tsipras che denuncia un’Europa a due velocità e che così si crea una frattura incolmabile all’interno dell’UE.

In conclusione, prosegue la massima allerta sul caso Grexit mentre Varoufakis nega di volere dimettersi dall’incarico di ministro delle finanze

La massima allerta non è tanto nella questione greca, quanto nella reAZIONE dei mercati che speculano sul tira e molla.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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