Regionali, Puppato difende Moretti: “Prima nel Pd l'hanno incensata, poi abbandonata”

01 giugno 2015, Andrea Barcariol
Lancia un invito a Renzi, promuove la Moretti “per l’impegno e la correttezza” e boccia la classe dirigente in Veneto e in Liguria. Ha le idee chiare la senatrice del Pd Laura Puppato, intervistata da IntelligoNews sulle regionali.

Il Pd mantiene 5 regioni su 7. C’è soddisfazione o rammarico?
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«Il Pd ha retto in questa difficile tornata elettorale e sottolineo difficile in riferimento alla quantità di riforme che sono in corso di costruzione e stanno scuotendo l’Italia. Stiamo inserendo il bisturi per togliere corruzione e malaffare e ricostruire un Paese più equo e democratico. Dal punto di vista numerico non possiamo dire nulla, forse potremmo fare alcune valutazioni sul fatto che in certe regioni abbiamo vinto nettamente e in altre abbiamo perso. Credo che le candidature alla carica di presidente regionale, per il ruolo che si va a svolgere, prevedano figure con grossa esperienza alle spalle e credibilità determinata dal lavoro precedente. Probabilmente né in Veneto né in Liguria gli elettori hanno visto queste caratteristiche precise e hanno continuato o a premiare l’esistente, ad esempio in Veneto, nonostante tutti gli scandali e gli sprechi emersi, o a dare un’indicazione chiara di disaffezione rispetto alla classe dirigente esistente come in Liguria».

I risultati in Veneto con l’ampia vittoria di Zaia confermano quanto lei ci disse in un’intervista: “Sbagliato il metodo di scelta del candidato del Pd”. Un errore puntare sulla Moretti?

«Voglio essere molto chiara, avevo sostenuto una candidatura diversa per le ragioni espresse prima, legate alla mancanza di esperienza, dall’altra parte devo dire che ho sostenuto la Moretti dal giorno dopo la vittoria delle primarie. Devo darle atto di due cose: coraggio e grande correttezza nel dimettersi subito dal ruolo di europarlamentare, ed essersi impegnata al massimo. Alla Moretti non posso dire nulla, possono invece essere fatte accuse per chi prima si è stretto intorno a lei nelle primarie, indicandola come l’unica in grado di vincere contro Zaia, salvo poi, 15 giorni dopo, iniziare la politica di screditamento e distacco rispetto alla candidata che prima avevano incensato. Questa schizofrenia e scorrettezza politica si è vista venerdì scorso con una piazza purtroppo semivuota e priva di larga parte di coloro che si erano stretti accanto alla Moretti nella prima fotografia di Vicenza. Questo la dice lunga su un pezzo della nostra classe dirigente».

Non temete che quanto accaduto in Liguria, con la sinistra radicale che vi porta via voti pesanti per vincere (il 9,4% di Pastorino, candidato civatiano), possa in futuro ripetersi e diventare un problema costante?

«Se continueremo sul percorso delle riforme credo che questa possibilità di crescita della sinistra non ci sarà. Dovremo dimostrare che siamo seriamente per un’equità sociale che dobbiamo raggiungere a tutti i costi. Dall’altra parte in Liguria nel voto al M5S e a Pastorino vedo una disaffezione verso quella classe dirigente e invito il mio Premier a non dare l’impressione, come invece ho visto in alcuni dirigenti politici in queste ore, di sottovalutare il tema pensando che si possa semplicemente girare pagina o chiudere una porta ripartendo senza fare tesoro di queste evidenze».

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