Precipita e muore nel viaggio in Turchia: Italia piange prof abruzzese

01 giugno 2016 ore 10:09, Adriano Scianca
Si chiamava Alessandro Angelucci il cittadino italiano morto ieri pomeriggio in Turchia precipitando in un burrone, da un'altezza di circa 15 metri, durante un'escursione nel distretto di Karasu, a 200 km da Istanbul. La vittima ha 34 anni, è originario di Lanciano e residente a Pescara. Insegnava storia bizantina all'Università di Chieti-Pescara. Si trovava in Turchia con un gruppo di studenti, nell'ambito di un progetto di scambio Erasmus Plus. 

Precipita e muore nel viaggio in Turchia: Italia piange prof abruzzese
Il 34enne, secondo una prima ricostruzione, sarebbe precipitato dopo aver perso l'equilibrio. L’impatto al suolo è stato fatale ed ogni tentativo di soccorso è risultato vano. Prima di essere riportato in Italia, il corpo di Angelucci è stato trasferito a Istanbul per l'autopsia, disposta dal magistrato, per confermare la dinamica della morte. “A tutti gli amici di Alessandro intanto grazie per la vicinanza. Mi scuso ma non riesco a pensare di rispondere perché non so cosa rispondere - scrive su Facebook Giovanna Angelucci, la sorella di Alessandro - Ho provato due anni fa cosa si prova a perdere un padre ma perdere un fratello, il mio unico fratello. Una parte di me è andata e...scusate non riesco ancora a dire altro”. 

Dottore di ricerca in Storia medievale all'Università di San Marino, tra le tante attività Angelucci aveva tenuto un corso sul Teatro medievale nel Master di primo livello in Teoria e pratica di Teatro e Musica all'università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara, di recente aveva partecipato a Pescara alla conferenza "Tra oriente e occidente", organizzata da Fondazione Tiboni e Istituto nazionale di studi crociani. Proprio il presidente dell'Istituto, Marco Presutti solo ieri gli aveva mandato un messaggio, "fatti sentire", in vista di impegni comuni. "Alessandro era un ragazzo con una passione straordinaria per il medioevo, la storia bizantina, il suo riferimento era David Abulafia, studioso del Mediterraneo medievale - ricorda Presutti, affranto dopo aver appreso la notizia dell'incidente - Un ragazzo dalla vorace curiosità intellettuale, avido lettore, noto per l'originalità di alcune sue posizioni, maturate comunque grazie a un solido metodo scientifico".
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