Fisco, scadenza 730 prorogata (dal 7 al 23 luglio): come sciogliere nodo detrazioni

01 giugno 2016 ore 11:45, Luca Lippi
Il Presidente del Consiglio in data 31 maggio (ieri) ha firmato un dpcm che proroga di due settimane  (dal 7 al 23 luglio)  la scadenza per il 730. La decisione era comunque ampiamente prevista giacché il medesimo provvedimento era stato consumato lo scorso anno, e le modalità sono state le stesse, cioè dietro sollecitazione della Commissione Finanze della Camera e della Consulta dei Centri di assistenza fiscale.
Potranno usufruire dello slittamento i Caf o i professionisti che alla data del 7 luglio abbiano trasmesso all’amministrazione fiscale almeno l’80% dei modelli presi in carico dai contribuenti.
È una concessione utile per chi si è attardato nella compilazione e nella modifica dei dati dopo avere scaricato il modello precompilato per il quale il 2 maggio è stata aperta la fase di trasmissione alle Agenzie delle Entrate così come è stato reso disponibile (online dal 15 aprile scorso) oppure modificato e integrato con nuovi dati.

Fisco, scadenza 730 prorogata (dal 7 al 23 luglio): come sciogliere nodo detrazioni

Per fare le modifiche o aggiungere detrazioni varie non considerate dal Fisco i circa 20 milioni di contribuenti (questa la platea potenziale) interessati potranno o intervenire sul modello da soli dal proprio pc oppure avvalersi dell’aiuto di un intermediario abilitato (commercialista privato o Caf). Per tutti comunque il termine ultimo per riconsegnare la dichiarazione è fissato al 7 luglio (prorogato il 31 maggio al 23 luglio).
Rimangono immutati i dubbi su alcune detrazioni. Per esempio quelle relative alle spese sostenute per i figli che possono essere inserite nel modello precompilato. Si tratta di quelle relative alle iscrizioni alle università private e quelle per le mense scolastiche.
Se nel primo caso a mancare è l’indicazione del tetto massimo su cui applicare la detrazione del 19% (a indicarlo dovrebbe essere un decreto ministeriale di cui non c’è traccia), per quanto riguarda la detrazione o meno della spesa per la mensa della scuola a far confusione è stata proprio una circolare emessa dall’Agenzia delle entrate lo scorso 4 aprile.
La Legge di Stabilità, infatti, ha previsto la possibilità di portare in detrazione le spese per l’iscrizione e la frequenza degli istituti scolastici di qualunque ordine e grado, per un importo massimo di 400 euro per ciascun figlio.
Considerando però che le scuole pubbliche sono gratuite inizialmente la nuova detrazione pareva destinata a riguardare sostanzialmente gli alunni delle scuole private paritarie. Se non che, appunto, con la circolare di inizio aprile l’Agenzia delle Entrate ha indicato tra le spese detraibili anche quelle per la mensa scolastica, “deliberate dagli istituti”. Peccato però che le mense non siano gestite direttamente dalle scuole pubbliche, ma dai Comuni e siano loro a deliberarne il costo per i singoli alunni.
I Caf nel dubbio non risolvono il problema: ad oggi infatti, in attesa di un ulteriore chiarimento da parte dell’Agenzia delle entrate i Caf hanno rifiutato la detraibilità delle mense scolastiche non considerandole, appunto, come “spese scolastiche”.
I rimborsi: dopo avere inviato il modello, i contribuenti potranno incassare gli eventuali rimborsi Irpef, che saranno versati o direttamente in busta paga, a partire da luglio, o nell’assegno della pensione da agosto o da settembre. Tuttavia, in alcuni casi i tempi si allungheranno; dal 2016 i 730 inviati con modifiche potranno essere soggetti a controlli preventivi.
In questo caso i successivi rimborsi saranno a carico direttamente dell’Agenzia delle Entrate anziché del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente previdenziale). La procedura, che comporta il blocco o il semplice rinvio dell’accredito, scatterà se il rimborso risulterà superiore a 4.000 euro e se, a prescindere dall’ammontare del rimborso, il Fisco troverà delle incoerenze nelle modifiche apportate al 730 precompilato.

autore / Luca Lippi
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