Fisco e Mef: proroga Caf virtuosi per 730 autonomi, revisione studi di settore

01 giugno 2016 ore 12:28, Luca Lippi
Il ministero dell’Economia diffonde i dati sul reddito del 2014 (dichiarazioni 2015) e quindi una sintesi degli studi di settore dai quali si ricava quanto segue: un incremento del livello medio di reddito dichiarato rispetto alla fotografia scattata l'anno prima, più forte per i dipendenti a tempo indeterminato, mentre soffrono i pensionati.  
Il reddito medio delle persone fisiche (Irpef) è cresciuto del 2,2% a circa 25.900 euro, mentre quello delle società di persone è cresciuto del 4,1% a circa 37 mila euro e quello delle società di capitali (SpA e Srl) a 26.700 euro.  Questo dato positivo nasconde però anche qualche criticità, dato che il reddito medio del "piccolo" imprenditore (partite Iva e autonomi) cala del 10% circa a 18 mila. 
La situazione però è piuttosto varia, dato che quasi la metà degli imprenditori (49%) dichiara un reddito inferiore ai 15 mila euro e solo lo 0,6% dichiara più di 150 mila euro.  Anche i pensionati continuano a soffrire, dichiarando un reddito medio in calo del 18% a 16.700 euro. 
Esistono poi dei dati confortanti, come nel caso del dipendente a tempo indeterminato, che vede crescere il suo imponibile del 12,8% a 23.156 euro.  Il reddito dei dipendenti però varia a seconda se il lavoratore è impiegato nel pubblico o nel privato e se lvora in una piccola impresa o in una grande azienda (in quest'ultimo caso dichiara un'imponibile maggiore e più vicino alla media).

Fisco e Mef: proroga Caf virtuosi per 730 autonomi, revisione studi di settore

Proroga: come abbiamo già scritto, la presidenza del Consiglio, ha firmato il dpcm che concede più tempo ai Caf virtuosi per la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi. In particolare, Caf e professionisti abilitati che, al 7 luglio (scadenza originaria) avranno trasmesso all’Agenzia delle Entrate almeno 80% dei modelli presi in carico, potranno smaltire il resto entro il 22 luglio. Anche l’anno scorso c’era stata una proroga simile e l’Agenzia delle entrate aveva esteso il termine a lavoratori dipendenti e pensionati che inviano la precompilata autonomamente. 
Dagli studi di settore: sotto osservazione del ministero che li sta adeguando ai livelli mutati dopo la crisi che ha colpito l’economia, il confronto tra i livelli di reddito medio dei soggetti congrui e non congrui mostra differenze molto forti. I contribuenti congrui sono quelli i cui ricavi sono uguali o superiori a quelli stimati dagli studi di settore e hanno dichiarato in media un reddito di 44.560. Quelli non congrui sono invece risultati in perdita in media per 730 euro.
Diversa la visuale dal punto dei vista dei redditi da lavoro dipendente: la rielaborazione dei redditi Irpef mostra un’elevata variabilità rispetto al datore di lavoro. Quelli che lavorano per una persona fisica hanno dichiarato il reddito più basso (9.700 euro). I dipendenti di società di persone hanno invece avuto un reddito medio di 13.890 euro, che sale a 21.040 euro per chi è alle dipendenze della pubblica amministrazione. Il reddito medio più alto si registra per i dipendenti delle società di capitali , con 23.630 euro. Un’ulteriore conferma che, in genere, si guadagna di più nelle grandi aziende.
Partite Iva: sono 5,3 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per l’anno d’imposta 2014, che ha risentito dell’aumento dell’aliquota dal 21 al 22% scattato nell’ottobre del 2013. L’Iva di competenza è infatti salita dell’1,7%.

autore / Luca Lippi
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